Provincia di Frosinone – Esplode influenza e c’è l’assalto al pronto soccorso

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Chi ricorda le “3 L” della nonna per affrontare l’influenza che colpisce durante l’inverno? La lettera L era l’iniziale delle tre parole che descrivevano i rimedi naturali da utilizzare: Latte, Letto, Lana. Adesso pare che l’idratazione e il mangiar bene, il riposo e il caldo non siano più sufficienti per far passare il malanno, o magari non si ha più la possibilità e il tempo per dedicarsi alla cura di sé. Le influenze sono così aggressive che spesso si è costretti a rivolgersi al pronto soccorso, intasandolo. E’ quello che sta succedendo in questi giorni negli ospedali della provincia.

Non era raro andare in giro durante le feste natalizie appena trascorse e vedere occhi rossi, nasi congestionati e volti accesi. Per dare gli auguri, si chiamavano parenti e amici e, a rispondere, era una voce quasi irriconoscibile, come se avessero messo un imbuto davanti al microfono. L’abbassamento repentino della temperatura e il gelo arrivato dall’oggi al domani non hanno che aggravato la situazione. Secondo il rapporto ufficiale del Ministero della salute, elaborato dal Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità, nella settimana che va dal 26 dicembre al 1° gennaio (quindi riferita a un periodo precedente all’arrivo dell’aria balcanica), si ha questo risultato:

  • Cresce ancora il numero di casi alimentato maggiormente dalle classi di età pediatrica ma anche dagli adulti e dagli ultrassessantaquattrenni. In quest’ultima classe di età, infatti, l’incidenza è raddoppiata rispetto alla settimana precedente;
  • La fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a circa 27,60 casi per mille assistiti e quella tra 5 e 14 anni pari a 14,19

La conclusione è lapidaria: «In tutte le Regioni italiane è iniziato il periodo epidemico».

Se si osserva la cartina, la provincia di Frosinone è compresa tra il rosso acceso del Lazio e il bordò della Campania, colori che richiamano l’incidenza maggiore dei casi (più alto nel bordò rispetto al rosso acceso).

I casi di meningite registrati nella zona hanno aumentato la psicosi che spinge a un controllo più accurato e a rivolgersi agli ospedali anche quando non c’è ragione, benché non risulti nessuna epidemia in corso e non c’è l’allarme di contagio, come abbiamo scritto in un precedente articolo [leggi qui]. Sarebbe opportuno, quindi, per prevenire complicazioni, rivolgersi al proprio medico curante o alla guardia medica, prima di andare al pronto soccorso e rallentare la macchina sanitaria.

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