Una sorveglianza armata anche negli ospedali di Alatri e Sora; è la richiesta della UILFPL della provincia di Frosinone, dopo la recente aggressione ai danni di una infermiera nell’ospedale Santa Scolastica di Cassino.
Con una lettera trasmessa al direttore generale ASL Frosinone, Angelo Aliquò e al direttore sanitario aziendale, Luca Casertano, il segretario generale della UILFPL Maurizio Palombi ed il segretario generale Guido Compagnone chiedono una sorveglianza armata anche negli ospedali di Alatri e Sora “al pari di quanto già esistente presso identiche strutture di Cassino e Frosinone. Non trattandosi di presidi a basso ingresso di utenza, anzi tutt’altro se si considerano i numeri di Alatri e di Sora in accessi annui, appare necessario assicurare ai dipendenti ivi impegnati la dovuta sicurezza sul posto di lavoro”.
I precedenti
Riferendosi al recente passato, la UILFPL ricorda che “sarà di certo a conoscenza di codesta Dirigenza il crescente numero di aggressioni, sia verbali che fisiche, nei confronti di operatori sanitari su tutto il territorio nazionale ed in particolar modo nel Pronto soccorso, luogo in cui i cittadini ed i familiari hanno un accesso diretto in un momento anche emotivamente poco stabile a causa della necessità di prime cure richieste. Onde evitare il ripetersi di episodi quali l’aggressione dell’aprile 2019 ad Alatri, oppure il pestaggio del novembre 2020 a Sora e Cassino nel 2023 è necessario dotare entrambi i presidi della idonea sorveglianza e garantire nel senso più compiuto del termine la sicurezza dei dipendenti ed un clima lavorativo più sereno e meno animoso”.
Le intenzioni del Governo
“Il tema è sensibile ed infatti il Ministero dell’Interno ha avviato una mappatura delle strutture ospedaliere per individuare quelle maggiormente a rischio, una fotografia che sarà pronta nei prossimi giorni e consentirà di definire il piano di intervento con l’obiettivo di garantire la tutela del personale medico e infermieristico e di disinnescare ogni eventuale tensione tra pazienti, famigliari e camici bianchi”.
L’esempio di altre regioni
“Regioni quale il Veneto ha avviato la formazione di istruttori antiviolenza, Piemonte e Liguria si sono affidati ai vigilantes, così da consentire ai sanitari di lavorare con professionalità e sicurezza. Si attende la medesima sensibilità sul punto anche per porre il personale dei diversi P.S. della ASL di Frosinone tutti sullo stesso piano di considerazione, rispetto e sicurezza”.










