Allarmanti i dati forniti dal Rapporto Ispra 2018, sul rischio idrogeologico in Italia; alla sua seconda edizione triennale, dopo quella del 2015, per quanto attiene alla provincia di Frosinone, evidenzia numeri che confermano la fragilità di un territorio che per il 12,5% è a rischio frana elevato e molto elevato.
Si tratta di circa 400 km quadrati in cui sono situati oltre 15.000 immobili tra abitazioni ed altri edifici, pubblici e privati.
E in questi immobili vivono, o sono frequentati, per lavoro o altro, quasi 40.000 persone, che praticamente convivono con il rischio frana.
Questi dati, pur essendo sostanzialmente simili a quelli del Rapporto Ispra 2015, diventano drammaticamente attuali in questo periodo in cui gli allerta meteo sono frequenti e le condizioni climatiche hanno già arrecato danni notevoli nella nostra provincia, particolarmente debole contro frane, smottamenti e fenomeni alluvionali.
Perché sono proprio le precipitazioni violente, ripetute e fuori dalla normalità a favorire movimenti franosi.
Per fronteggiare questo fenomeno, come ha rimarcato il consigliere provinciale Magliocchetti, occorrono interventi strutturali urgenti, un vero e proprio “Piano Marshall”.
Purtroppo non sono isolati i casi in cui la mano dell’uomo ha contribuito all’indebolimento del suolo e del territorio, con abusivismo diffuso, costruzioni in aree a grave rischio idrogeologico, abbandono della montagna e riduzione delle coltivazioni.
E le tragedie di questi ultimi giorni, sparse un po’ per l’Italia, sono lì drammaticamente a confermarlo.










