L’inchiesta della DDA era partita nell’ottobre dello scorso anno, quando gli alunni ed il personale docente della scuola di Passo Cardinale a Ceccano furono costretti ad abbandonare le classi per un insopportabile odore.
Partì anche un esposto, con quasi 300 firme di cittadini, che attivò l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia che ha interessato i depuratori di Ceccano e Villa Santa Lucia e portato all’iscrizione sul registro degli indagati di 12 persone e tre società.
Si tratta di dirigenti e funzionari del Consorzio Asi di Frosinone e delle società Navarra spa, AeA srl, dei laboratori Palmer di Latina e Laser lab.
Secondo l’accusa, negli anni tra il 2013 ed il 2016, i fanghi lavorati nel depuratore di Ceccano sarebbero stati sottoposti ad esami incompleti, tali da escludere la presenza o meno di sostanze tossiche pericolose.
In questo modo i rifiuti potevano essere smaltiti come “non pericolosi” e quindi con un risparmio dei costi di smaltimento.
Analoga procedura sarebbe stata seguita anche nel depuratore di Villa Santa Lucia, quello che serve lo stabilimento FCA, dal luglio del 2016 a maggio 2017.










