Provincia di Frosinone – Attentato di Monaco: testimonianze di alcuni ciociari residenti

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Ancora sangue, grida, spari, paura e disperazione. A qualche giorno dalla mattanza fatta nell’attentato di Nizza, il terrore sembra non abbandonarci. Questa volta nel mirino degli attentatori la Germania, in particolar modo un centro commerciale di Monaco di Baviera.
La paura si è respirata anche qui in ciociaria, in particolare tra le famiglie di coloro che hanno scelto proprio la cittadina tedesca per vivere e lavorare. Molti coloro che hanno cercato di comunicare con parenti residenti, che hanno reperito notizie anche solo grazie all’apporto dei social network.
“Ciociaria oggi” ha raccolto proprio alcune testimonianze di nostri conterranei lì residenti.
A partire da Ermanno Cioni 43enne che, sebbene nato a Monaco , è originario di Isola del Liri. Ermanno, vive a Monaco con la moglie e le sue due figlie. Ieri pomeriggio, mentre si stava consumando la tragedia, lui stava uscendo da lavoro e facendo ritorno a casa. Ciò che ha avuto modo di vedere, Ermanno, lo ha raccontato ancora spaventato a sua cugina tramite whatsapp: «Sono entrato nella metro e mentre stavo per salire improvvisamente si è bloccato tutto. Dagli altoparlanti ci hanno ordinato di uscire immediatamente dalla stazione della metropolitana e un fiume di gente, ovviamente nel panico, si è riversata in strada. Puoi immaginare la paura quando abbiamo sentito che c’era stata una sparatoria: sirene, ambulanze, elicotteri sulle nostre teste. Mentre la tv tedesca ha ordinato il coprifuoco il mio unico pensiero, mentre correvo per raggiungere il mio appartamento, è stata mia figlia, che era da una sua amica. Le ho detto di non muoversi da lì. Ancora non capiamo bene cosa sia accaduto ma qui stiamo vivendo ore di terrore. Ho impiegato oltre due ore per arrivare a casa: non si trovavano taxi in giro. Non funzionava nulla».
Abita a Monaco, a pochi passi proprio dal centro commerciale teatro della sparatoria, Arrigo Bozzano, 26enne di Cisterna di Latina, che da tempo lavora lì nella ristorazione. «Per tutti coloro che si stanno preoccupando e mi stanno contattando, dico tanta paura ma sto bene», ha dichiarato sui social il 26enne per tranquillizzare amici e parenti. Fortunatamente, al momento della strage, si trovava a casa e ha raccontato agli amici che gli chiedevano notizie tramite Facebook: «Siamo chiusi dentro, circondati dalla polizia».
Insomma, questa terribile mattanza, che potremmo pensare come “lontana”, ci è vicina più di quanto immaginiamo. Tiriamo un respiro di sollievo per i nostri conterranei e ci uniamo in preghiera per le 9 vittime della strage.

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