E’ stato arrestato uno dei due Rom della comunità di Sora che hanno aggredito ieri sera due agenti della Polizia del Commissariato. Si tratta di un uomo di 44 anni, scarcerato nel mese di aprile, con precedenti per rapina, estorsione e porto abusivo di armi. Il minorenne congiunto che era con lui è stato invece denunciato al tribunale dei Minori di Roma.
Nella serata di ieri, durante un controllo stradale, una pattuglia della Squadra Volante ha sottoposto a verifiche una autovettura di grossa cilindrata con a bordo il 44enne e ed il congiunto minorenne.
Dai riscontri, è emerso che l’auto era sprovvista di copertura assicurativa e di revisione ed il conducente, fin da subito, si è posto in maniera ostile nei confronti degli operatori e di seguito alle contestazioni al codice della strada ha aggredito uno degli agenti colpendolo ripetutamente, aiutato nell’aggressione dal passeggero di minore età.
Gli agenti, nonostante la furia dei soggetti e le lesioni riportate, sono riusciti a bloccare i due rom per poi accompagnarli presso il Commissariato per il proseguo degli accertamenti, svolti con la collaborazione del personale della Squadra Anticrimine e di una pattuglia della Polizia Stradale del locale Distaccamento.
Il maggiorenne è stato arrestato e, su disposizione del Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Cassino, posto agli arresti domiciliari in attesa del giudizio direttissimo previsto per oggi, mentre il minorenne è stato denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma.
Sulla vicenda si è espresso anche il sindacato Uil Polizia, che ha condannato l’aggressione ed espresso solidarietà ai due agenti.
“Purtroppo, non è la prima volta che tali episodi si verificano sempre nei confronti dei colleghi della Polizia di Stato, sempre ad opera di persone appartenenti alla comunità Rom.
Per questo – scrive il segretario Norberto Scala – chiediamo ai vertici dell’amministrazione la possibilità di convocare il comitato provinciale per l’ordine della sicurezza pubblica al fine di coinvolgere tutte le componenti (Polizia di Stato, Guardia di Finanza, CC, Polizia locale e Corpo forestale dello Stato) e gli amministratori, al fine di dare un segnale forte di presenza dello stato sul territorio.
I fatti accaduti evidenziano come, determinati gruppi di soggetti che operano quotidianamente nella illegalità, si sentono impuniti anche grazie ai recenti interventi legislativi che non consentono ai magistrati di applicare la custodia in carcere.
Ed ha anche un sapore di beffa il fatto che, nonostante siano stati arrestati per i fatti gravissimi commessi, dopo appena qualche ora si siano ritrovati nelle loro confortevoli abitazioni di edilizia pubblica residenziale, seppure agli arresti domiciliari. E arrivato il momento di dire basta!!!”
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