Provincia di Frosinone – Acea ed il “paradosso italiano”. Mario Antonellis: secondo Acea, quando saranno stanati tutti i ‘furbetti’ ci sarà anche il controllo delle perdite idriche. L’analisi della gestione. Il referendum disatteso

- Pubblicità -

“Perdite idriche le più alte d’Italia, sfiorano l’80%, ma secondo l’Autorità d’Ambito e l’ACEA non c’è da preoccuparsi perché una volta stanati tutti i “furbetti” degli allacci abusivi le dispersioni torneranno sotto controllo”.

Lo dichiara Mario Antonellis (Acqua Pubblica Frosinone – Utopia blu) che aggiunge l’analisi del sistema idrico in provincia.

Gli investimenti
“Investimenti al palo, mancano all’appello opere per centinaia di milioni di € debitamente finanziati in bolletta. Comparto depurazione da terzo mondo, al punto da essere il territorio con più procedure di infrazione comminate dalla UE, con decine di milioni di € sottratti in bolletta, come quota depurazione, e mai versate dal Gestore nelle casse dell’ATO5 per intervenire sul comparto, ma non c’è da spaventarsi l’ACEA è in grado di recuperare e di sorprendere tutti, lo dimostra il fatto che in un solo anno, nel 2019, è riuscita nella titanica impresa di ‘realizzare’ ben 503Km di condutture”.

I mancati oneri concessori ai Comuni
Sulla “mancata elargizione ai Comuni dei dovuti oneri concessori sottratti alle tasche dei cittadini, perché gridare allo scandalo ed evocare il controllo della Corte dei Conti sui bilanci Comunali, se invece delle decine di milioni di € che i Comuni avrebbero dovuto incassare, si accontentano, invece, delle briciole pur di spenderli, in piena pandemia, per nobili scopi, ovvero per realizzare piste ciclabili”.

La gestione
“Costi operativi di gestione abnormi e fuori controllo? Anche qui perché preoccuparsi, ci pensa ACEA a calmierare il tutto, ricorrendo alle sue risorse interne. L’energia elettrica per il funzionamento degli impianti, soprattutto di pompaggio dell’acqua da disperdere, viene ‘acquistata’ da una società elettrica in seno alla Holding Romana ad un prezzo di favore, superiore a quello di mercato. Per non parlare del ricorso all’assegnazione diretta dei lavori senza procedere ai fastidiosi e costosi iter, stabiliti per legge, delle gare d’appalto”.

Le tariffe
“In ragione di tutto ciò non c’è da sorprendersi quindi se le tariffe propinate agli utenti sono le più alte d’Italia e ‘tranquillamente’ approvate dalla maggioranza dei Sindaci, né del clima di ‘tolleranza sociale’ che si respira in tutto il territorio provinciale, dove il Gestore, con l’indulgenza delle amministrazioni locali, venendo incontro alle esigenze degli utenti, soprattutto delle famiglie indigenti e con disabili in casa, provvede a lenire il disagio con i distacchi disumani”.

Intanto, lo scorso 13 giugno è stato celebrato il decimo anniversario del referendum popolare con il quale ben 26 milioni di italiani hanno sancito il diritto all’acqua pubblica.
Dieci anni durante i quali si è fatto tutto tranne che dare seguito al risultato referendario; mentre le tariffe, complessivamente, sono aumentate di oltre il 90 per cento a fronte di un incremento del costo della vita del 15 per cento (dato Cgia di Mestre).

- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -
- Pubblicità -

Articoli Correlati

- Pubblicità -
- Pubblicità -