Nella notte tra giovedì e venerdì scorso, alcuni vandali hanno danneggiato una delle due panchine che si trovano in piazza IV Novembre a Pontecorvo, dietro il monumento ai caduti di guerra. I responsabili probabilmente non sapevano che c’erano delle videocamere che hanno immortalato le loro azioni e hanno condotto alla loro identificazione.
E’ stato un gruppo di 3 o 4 ragazzini, tra i 14 e i 17 anni. Hanno agito forse per noia, forse per semplice spregio del bene comune. Quando abbiamo chiesto al sindaco Anselmo Rotondo se ritenesse l’abuso di alcol una delle ragioni che possano averli spinti a spezzare i listelli di legno delle panchine, ci ha risposto che non lo credeva, tende a escluderlo data la loro giovane età.
Non è stato certo un danno irreparabile, come potrebbe essere quello che colpisce le opere d’arte, ma rappresenta comunque un gesto d’inciviltà che va punito, perché rovina l’immagine della città e perché diffonde un’idea malsana del rapporto con tutto ciò che appartiene alla comunità. Presto verranno convocati i genitori dei responsabili per chiedere che puniscano i loro figli, oltre che per rifondere i danni.
Per il sindaco Rotondo, è soprattutto una questione di cultura. Tant’è che collega l’episodio della panchina a un fatto, apparentemente diverso, capitato qualche giorno fa. Alla chiusura delle scuole, c’è l’abitudine, per i giovani di Pontecorvo, di gettarsi nella fontana della villa comunale. Quest’anno il sindaco ha inviato i vigili urbani a presidiare la fontana, in modo che nessuno violasse il decoro urbano. Nessuno lo ha fatto, ma le critiche sono arrivate: lo hanno definito “sindaco vecchio”. Invece Rotondo rivendica il rispetto delle regole come un obiettivo di cui va orgoglioso. Si parte dai piccoli gesti.
Per andare avanti lungo questo percorso, sono già stati stanziati 20.000 euro per dotare tutto il territorio comunale di videocamere di sorveglianza.










