Prima il conferimento incarico al medico legale, poi l’autopsia che è stata effettuata ieri pomeriggio. I risultati tra poco meno di tre mesi. Dai primi riscontri, si ipotizza un gravissimo danno vascolare che non sarebbe stato individuato in tempo utile. La morte di Sofja Rossi a soli 31 anni porta con sé una scia di incredulità e rabbia. Insieme ad un dolore insopportabile per i familiari e per chiunque abbia avuto la fortuna di conoscere una donna così solare e piena di vita.
Indaga il pm Beatrice Siravo, mentre l’Asl di Frosinone ha avviato un audit interno, come prassi in questi casi. Ieri sono giunti in Procura le sorelle della vittima, Tanja e Sonja, e il padre Miller, provenienti da Forlì e accompagnati dall’avvocato Nicola Montefiori. Poi, al Santa Scolastica è stata eseguita l’autopsia. Il marito della sfortunata ragazza si è rivolto agli avvocati Arturo Buongiovanni e Michela Evangelista. E’ stato proprio il giovane marito a dover subire il trauma, dopo l’accesso al Pronto Soccorso del Santa Scolastica, della degenerazione dei sintomi. La moglie, infatti, una volta a casa (a quanto pare senza essere stata sottoposta ad esami clinici e strumentali essenziali) inizialmente sembrava star meglio, ma poi aveva avuto una crisi irreversibile che in poche ore l’ha portata alla morte. Inutili i soccorsi e i tentativi di rianimazione operati dal 118.
“E’ una vicenda molto dolorosa – commenta l’avvocato Buongiovanni – e insieme con la collega Evangelista faremo tutto il possibile per giungere alla verità”. Intanto, piangono la vittima le due comunità di Pignataro Interamna e di San Giorgio a Liri.










