Piedimonte San Germano – Stellantis prolunga la chiusura, D’Avino (Uilm): “Non c’è rispetto”

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Stellantis annuncia una nuova fermata produttiva dal 18 al 29 agosto nei reparti montaggio, lastratura e verniciatura dello stabilimento di Cassino e la Uilm Frosinone, che attraverso il suo segretario già aveva ampiamente preannunciato uno slittamento della chiusura estiva, risponde con dichiarazioni al vetriolo.

“Basta fermate senza prospettive, servono risposte e soluzioni industriali -sottolinea Gennaro D’Avino-. Non possiamo continuare ad accettare un modello in cui i lavoratori diventano “variabili di aggiustamento” senza nessuna garanzia concreta. Vogliamo chiarezza. Che fine hanno fanno i modelli della missione produttiva STLA large ?

Pretendiamo un piano industriale serio, con volumi, investimenti e prospettive certe. Chiediamo rispetto per chi lavora, per chi in questi mesi ha dovuto subire ore, giornate, settimane di inattività e ammortizzatori, senza una sola parola di verità da parte dell’azienda -aggiunge il segretario Uilm Frosinone -.Non siamo più disponibili a pagare il prezzo dell’incertezza!”

Questa ulteriore fermata “è una decisione che si inserisce in un contesto ormai noto: assenza di volumi, incertezze sul futuro, vuoto di strategia, con ricadute sempre più pesanti su lavoratori e famiglie.

La UILM da tempo sta denunciando con forza la gravità di una gestione che da troppo tempo continua a produrre solo cassa integrazione, discontinuità produttiva e un clima di sfiducia generale.

Ancora una volta, lo stabilimento Stellantis di Cassino viene fermato. Ancora una volta, a pagare sono le lavoratrici e i lavoratori, messi davanti al fatto compiuto, senza alcuna prospettiva certa. Dall’inizio dell’anno, Cassino ha lavorato appena la metà dei giorni disponibili. Un dato allarmante che fotografa il declino di un sito strategico, lasciato in balia delle incertezze aziendali.

Cassino non è una fabbrica da spegnere e accendere a seconda dei profitti. È una comunità industriale, fatta di competenze, sudore, sacrifici. Fermare le linee significa fermare il territorio, mettere a rischio l’indotto, spingere altri giovani ad abbandonare il nostro territorio”.

Quando arriveranno i nuovi modelli? A fronte di questa situazione, riteniamo non più rinviabile un confronto su un tavolo nazionale specifico su Cassino” è la conclusione cui giunge D’Avino, che già in una recente intervista rilasciata a Radio Cassino ha auspicato una riattivazione dei tavoli già aperti e la messa in opera di un confronto ‘tecnico’ non più procrastinabile.

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