La Fiom Cgil Frosinone, attraverso il segretario Andrea Di Traglia, commenta la giornata di oggi, che ha visto il confronto dinanzi i cancelli di Stellantis con il presidente della regione Lazio.
“La visita del presidente Francesco Rocca, all’indomani del colloquio avuto con il ministro Urso, rappresenta elementi di ulteriore urgenza per un territorio come il nostro. Durante il colloquio il ministro non ha fatto altro che confermare quanto già detto da Stellantis all’Investor Day, cosa che conferma lo stato emergenziale in cui si trova lo stabilimento di Cassino Plant” si legge nella nota diffusa nel pomeriggio.
La richiesta da parte del presidente Rocca di anticipare il piano per Cassino, che al momento è legato al piano Maserati di dicembre, sicuramente incontra le nostre esigenze ma non basta. Come non
sono sufficienti a nostro giudizio le dichiarazioni di voler mettere al tavolo Stellantis e a suo dire, “un paio di produttori cinesi e l’ambasciatore cinese”. Abbiamo fatto notare al Presidente la
contraddizione del fatto che l’amministratore delegato Filosa sarà in Italia in audizione alle camere il 17 giugno ma il ministro Urso convoca il tavolo sull’automotive soltanto il 14 luglio.
Se Cassino è la priorità allora non ci siamo proprio! Su questo punto Rocca risponde che l’idea è quella di un tavolo specifico su Cassino.
Cassino non può più aspettare. Dopo un piano globale spostato in gran parte negli Stati Uniti e che taglia la capacità produttiva generale di 800.000 vetture (praticamente quasi la produzione di una nazione intera) e la regionalizzazione del marchio Alfa Romeo da globale a regionale, di cui fra l’altro non si confermano al momento nemmeno l’ibridizzazione di Giulia e Stelvio, depotenziandolo di fatto in investimenti, la risposta non può essere questa. Non è affatto possibile aspettare le sorti del marchio Maserati di cui abbiamo prodotto solo 5000 esemplari nel 2025 e relegarla a possibili produzioni di segmento superiore. Servono investimenti e modelli aggiuntivi non sostitutivi anche con l’ausilio di joint venture di produttori stranieri, di motorizzazioni ibride quanto elettriche, ma servono in tempi brevissimi. Stellantis Cassino non può continuare a perdere quote di mercato e produrre solo desertificazione, altrimenti l’indotto e la componentistica non potranno più resistere al colpo. Per queste motivazioni è necessario anticipare la discussione prima del 17 giugno e spostare la discussione generale a Palazzo Chigi. Lo stato attuale in cui verte lo stabilimento ci condanna alla cassa integrazione, in un territorio che ha già visto cancellate le produzioni del precedente piano e che produce ancora modelli dell’era FCA.
Le lavoratrici e i lavoratori di Cassino – conclude Fiom Cgil – hanno bisogno di una missione produttiva certa che rivendichi la tenuta occupazionale e la dignità del lavoro. Cassino non può più aspettare”.










