Sono 417 a livello nazionale i lavoratori interessati dai licenziamenti Trasnova, suddivisi tra Cassino (28), Melfi (1), Pomigliano d’Arco (54), Torino (14). E po ci sono i 101 di Logitech (5 di Piedimonte) e i 51 di Teknoservice (15 di Piedimonte). Con questa notizia di licenziamento collettivo per riduzione di personale, alla quale si aggiunge il dato già noto relativo alla De Vizia (32 posti), si è aperta la conferenza stampa tenuta oggi pomeriggio nella sede Uilm di Cassino dal coordinatore regionale Francesco Giangrande e dal segretario provinciale Gennaro D’Avino.
Le lettere che le tre aziende hanno inviato al Mimit, alle rispettive regioni interessate e alle organizzazioni sindacali, sono sul tavolo: a guardarle sconfortati ci sono le rsu, che stanno protestando davanti ai cancelli Stellantis
Trasformare questi licenziamenti in opportunità di proseguire il rapporto di lavoro, perché ad eccezione di Trasnova, che è monocommittente, ci possono essere ammortizzatori a beneficio dei dipendenti in pericolo.
La protesta? Oggi è stato l’ultimo giorno di produzione, ai cancelli non ha più senso fare nulla, quindi la mobilitazione continuerà ma in altre sedi. Nello specifico, si vogliono occupare le aule consiliari. “Faremo Natale con i sindaci – dice D’Avino – perché finora non hanno fatto la loro parte. E ci saranno azioni eclatanti. Il sindaco, dove c’è lo stabilimento, è il primo responsabile della sicurezza e della salute. Chiediamogli se all’interno del sito c’è tutta questo rispetto per le norme da quando i dipendenti svolgono mansioni che non erano le loro. Entro il primo trimestre 2025 se non verranno rinnovati gli appalti e non ci saranno ammortizzatori, tra Stellantis, indotto e servizi arriveremo a 1000 posti persi. Questo 2024 è stato l’anno dei record: mancata sicurezza, mancata salute, le ore di cig, le fermate produttive, quelle alle 7 del mattino che hanno creato disagio a tutti, per chiudere con uno sciopero mai visto davanti ad uno stabilimento che era un punto fermo per tutto il comparto dell’automotive”.
Il riferimento è anche alla richiesta di incontro con la dirigenza di Stellantis Cassino Plant, che è rimasta lettera morta nonostante l’impegno preso nel corso della consulta dei sindaci del cassinate dinanzi ai cancelli.
E poi ci sono le audizioni in Regione (la quarta è prevista lunedì 9 dicembre), il tavolo al Mimit il 10 dicembre con Stellantis presente…(il 16 il tavolo Automotive), la Uilm vuole essere propositiva, avanzare proposte. “Al ministero – ha aggiunto Giangrande – ci aspettiamo un risultato che ci permetta di entrare nel merito dei licenziamenti e trovare delle soluzioni per dare ossigeno alle imprese e una speranza ai lavoratori. Parliamo di ammortizzatori in scadenza in regime di solidarietà. Sembra che nella bozza ci sia questa possibilità”.
Insomma, se da un lato prosegue la protesta per far sentire la propria voce e il grido d’allarme, si procede anche con fiducia verso un cambio di marcia da parte di Stellantis dopo le dimissioni del Ceo Tavares.
Sul rapporto con le altre sigle nella gestione di questa crisi, Giangrande parla di mancato salto di qualità da parte di Fim e Fiom, che hanno partecipato ai tavoli ma non sono stati acccanto ai lavoratori in protesta ai cancelli.










