Erano pronti ad andare avanti ad oltranza, ma proprio nel giorno in cui riaprono i cancelli di Stellantis, i 52 lavoratori di Denso possono riporre striscioni e bandiere. Ieri sera, infatti, è stato raggiunto l’accordo tra Fim, Fismic, Uilm e le Rsu di stabilimento con la dirigenza.
Il sito non chiuderà e sono in arrivo nuove lavorazioni. Questi i capisaldi dell’accordo che comunque prevede un monitoraggio costante attraverso un calendario di incontri.
“Questo risultato – sottolineano le sigle con i segretari provinciali – dimostra che la solidarietà e la determinazione dei lavoratori possono fare la differenza. Non ci fermiamo qui. Continueremo a vigilare sull’attuazione concreta degli impegni presi e a lottare per un futuro stabile e dignitoso per tutti i lavoratori Denso”.
A tutto questo va aggiunto, però, il fatto che la Fiom non ha firmato l’accordo perché lo ritiene insufficiente per garantire un futuro a tutti i lavoratori. A spiegarne le ragioni è il segretario Andrea Di Traglia: “Era in previsione un percorso per diversificare la produzione, da non legare a stretto filo a quella di Stellantis Cassino che già è in sofferenza. Il progetto era quello della 500 che dalla Polonia sarebbe passata in Algeria, ma è tramontato miseramente. Ed ecco che Denso è venuta al tavolo ieri sera con date future che non rappresentano una certezza e soprattutto con una produzione legata all’after market, ossia i ricambi. Quelli che non riusciranno a saturare il sito. Ci chiediamo dove siano finiti i 2 mld di euro che il piano industriale prevedeva per la componentistica….”.










