Mons. Raffaele Bergantino ha avuto un figlio. Lo ha stabilito l’esame del Dna, richiesto dal suo presunto figlio, Fulvio Possenti, 63 anni, ex dipendente di banca.
La perizia è stata presentata dall’Istituto di genetica del Policlinico Gemelli di Roma, struttura storicamente vicina al Vaticano, al Tribunalce civile di Cassino, dove è pendente la causa per il riconoscimento della paternità avviata dallo stesso Possenti.
Bergantino, fratello di Vincenzo, che per anni ha retto le parrocchie di San Antonio prima e San Giovanni poi, a Cassino, è stato ex vicario dell’Arcidiocesi di Gaeta e per lunghi anni guida della parrocchia di San Nicandro, nella frazione Tremensuoli di Minturno.
Il professore Giovanni Neri, del Gemelli, ha stabilito che il Dna di Fulvio Possenti è compatibile al 99,9% con quello di Mons. Raffaele Bergantino, del quale il 20 febbraio scorso fu disposta la riesumazione della salma proprio per consentire l’esame del Dna.
Fulvio Possenti sarebbe il frutto dell’amore proibito tra il Bergantino e la sua perpetua; i due avevano sempre detto a Fulvio che il padre fosse invece una persona di Roma, dove era stato sepolto.
In realtà un altro esame del Dna stabilì che così non era; ed infatti gli esami ora dimostrano quella verità che forse Fulvio deve aver appreso proprio dalla madre successivamente.
Notevolissimi i risvolti che potrebbero derivare giudiziariamente dal risultato di questo esame del Dna; i legali di Possenti, infatti, chiederanno anche il riconoscimento dei diritti sui lasciti patrimoniali di Bergantino, che assommano a milioni di euro di valore tra conti correnti, negozi ed appartamenti distribuiti nei comuni di Cassino, Castelnuovo Parano (paese di origine), Formia, Minturno e Roma.
Beni che sono finiti nelle mani della sorella di Bergantino, Ida, che ora dovrà provare a difendersi dalle richieste del “nipote”.










