Accanto alle sei categorie in gara, due premi speciali dedicati agli “Eroi”: Don Antonio Coluccia, il sacerdote che combatte la criminalità nelle periferie di Roma e Gabriele Piciacchia, imprenditore agricolo di Accumoli e restare nella sua terra dopo che il terremoto aveva distrutto la sua azienda.
Sono storie di amore per la natura, di difesa della biodiversità e delle tradizioni, di una visione del futuro sempre già innovativa, di economia, ma anche di coraggio e solidarietà, quelle dei sei finalisti degli Oscar Green 2023, il concorso di Coldiretti che ogni anno premia la creatività dei giovani imprenditori agricoli.
A colorare di ironia gli Oscar Green di Coldiretti Lazio, che quest’anno si sono svolti al Villaggio Coldiretti al Circo Massimo, è stato il comico Massimo Bagnato, che ha condotto la premiazione. Storie di giovani imprenditori agricoli che arrivano da Roma, Vetralla, Caprarola, Anagni e Latina, ma anche Rieti per quanto riguarda la menzione speciale.
A trionfare nella categoria “Fare Filiera”, con il progetto “Insieme per un futuro”, è stato Alessandro De Giovanni, trentunenne di Vetralla a Viterbo.
Vince nella categoria “Energie per il Futuro e Sostenibilità”, Andreina Pasquali, la trentasettenne di Caprarola a Viterbo, titolare dell’azienda agricola elicicola Bio Helix Tuscia, con il progetto “Io sono me, più il mio ambiente e se non preservo quest’ultimo, non preservo me stesso”.
E poi c’è chi, come Francesco Bracci, imprenditore ventiseienne di Anagni, decide di riprendere in mano l’azienda ormai dismessa del nonno. Francesco, che con il progetto “Healthy Meats” ha vinto nella categoria “Campagna Amica”, è laureato in fisarmonica ed è docente nel liceo musicale, figlio di due medici, si occupa della produzione di bovini di razza pura Limousine, iscritti al registro di selezione della razza Anacli. Nel 2020, in piena pandemia, decide di anticipare i tempi troppo lunghi del PSR e grazie all’aiuto dei genitori, inaugura la macelleria agricola a km 0 con la quale finalmente si conclude tutto il ciclo produttivo dell’azienda.
“Ho deciso di seguire la mia più grande passione – spiega Francesco Bracci, premiato da Maria Cristina Pisani, presidente del Consiglio Nazionale Giovani – quella verso la natura e ho ripreso in mano l’azienda ormai dismessa di mio nonno, dove ora contiamo circa 90 capi di bovini di razza pura Limousine e coltivo 60 ettari di terreno, dai quali ricavo tutte le materie necessarie per i miei animali. Questo progetto mi consente anche di avere un rapporto diretto con il consumatore e di valorizzare al meglio ciò che produco”.
Ci sono poi i “Custodi d’Italia”, categoria che ha visto trionfare Federico Fabi, titolare della Fattoria Lepini, che si trova a Rocca Massima a Latina. Il suo progetto si chiama “Macchie Verdi” e la sua azienda agricola è l’espressione della difesa della biodiversità. Una realtà che si estende nelle vallate incontaminate del Lazio a nord dei Monti Lepini, per centinaia di ettari di terreno, di cui 39 di proprietà, dai quale ottiene i migliori prodotti agroalimentari biologici, con l’impiego esclusivo di concimi organici e preparazioni naturali, dove alleva capre di razza pura camosciate delle Alpi.
“E’ una razza di cui mi sono innamorata – spiega Fabi – e che allevo allo stato brado. Questo mi consente di trasformare un formaggio di qualità, che faccio personalmente perché rappresenta la mia passione”. Una passione che lo ha portato a formarsi anche attraverso l’accademia internazionale casearia e a ricevere importanti riconoscimenti, come quello della Camera di Commercio della Capitale con il “Premio Roma Formaggi 2023”. A consegnare l’Oscar Green a Federico Febi è stato il Commissario Ismea, Livio Proietti.
Nella categoria “Impresa digitale” con il progetto “Tracciabilità stellare: la tecnologia blockchain al servizio delle stalle”, trionfa Francesco Paltoni, ventinovenne titolare dell’azienda “HQF” di Santa Marinella a Roma, che si impegna a valorizzare la razza Maremmana, implementando alla zootecnia la più moderna tecnologia sulla tracciabilità.
A trionfare nella categoria “Coltiviamo Solidarietà”, l’ITS Emilio Sereni di Roma guidato dalla dirigente scolastica Patrizia Marini, grazie al progetto “Al Sereni coltiviamo “Serenità”.
Il presidente di Coldiretti Roma, Niccolò Sacchetti ha consegnato il Premio Speciale dedicato agli “Eroi” a Don Antonio Coluccia, il sacerdote che combatte la criminalità e ha trasformato in una casa di accoglienza per i giovani in una villa confiscata alla Banda della Magliana, dove svolge attività volte al loro reinserimento e recupero.
“Non sono io l’eroe – ha spiegato Don Antonio Coluccia – ma i giovani imprenditori agricoli, che hanno la capacità di creare un’economia circolare e soprattutto di riappropriarsi della propria terra. Con i miei ragazzi abbiamo creato una piccola fattoria con asini, galline, pecore e cerchiamo di coltivare l’orto. Accolgo giovani che provengono dalle piazze di spaccio”.
E tra gli “Eroi” premiati nella sezione speciale, troviamo anche Gabriele Piciacchia, allevatore di Accumoli che ha ricevuto il riconoscimento da Camilla Petrucci, delegata di Giovani Impresa Coldiretti Lazio, entrata a far parte anche dell’esecutivo nazionale.










