Due giorni fa sono stati fermati i due stranieri che avrebbero spalleggiato un cittadino marocchino al centro di una protesta, innescata dallo stesso, presso la mensa della Caritas di via Cicerone, a Latina.
L’uomo, che era stato arrestato la sera del 28 dicembre, al grido di “’Allah Akbar” (Allah è grande) avrebbe provocato una rissa dopo aver minacciato di morte un inserviente. A quanto pare avrebbe anche detto di voler vendicare i suoi fratelli musulmani e fatto esplicito riferimento all’uccisione del terrorista tunisino Anis Amri a Sesto San Giovanni. Purtroppo è solo una la fonte a cui siamo riusciti a risalire per i dettagli di cui sopra.
Tornando ai presunti “fiancheggiatori” della “rivolta” si tratta invece di due romeni, di 40 e 38 anni che sono stati denunciati per “istigazione a delinquere aggravata da finalità di terrorismo”. La presenza di questi due uomini, che sono di etnia diversa rispetto al marocchino, ma di cui non conosciamo l’orientamento religioso, lascia supporre che gli animi si siano riscaldati, più che per il motivo religioso, per qualcosa di molto meno metafisico: il cibo.
Ad individuare i due romeni, sono stati gli agenti della volante della questura di Latina che li hanno riconosciuti grazie anche alle immagini estrapolate da un sistema di videosorveglianza; i due corrispondevano, infatti, esattamente alle descrizioni che erano state precedentemente diramate.










