Latina – Inchiesta Karibu, GdF arresta moglie e suocera di Soumahoro. La reazione della Uiltucs Latina

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Lo ha deciso il gip di Latina nell’ambito della gestione di cooperative che si occupavano della gestione di migranti e di minori non accompagnati nella provincia di Latina.

Liliane Murekatete  e Marie Therede Mukamatsindo, rispettivamente moglie e suocera del deputato Aboubakar Soumahoro sono da stamattina agli arresti domiciliari.  

Le misure cautelari sono state effettuate dalla Guardia di Finanza. Oltre alle due donne, le Fiamme Gialle hanno eseguito una terza misura cautelare, l’obbligo di dimora, per un figlio della suocera del parlamentare. Tutte persone che facevano parte del  consiglio di amministrazione della cooperativa sociale integrata “Karibu”. Nei loro confronti le accuse sono, a vario titolo, di frode nelle pubbliche forniture, bancarotta fraudolenta patrimoniale (per distrazione) e autoriciclaggio.

La Gdf, coordinata dalla procura di Latina, ha effettuato inoltre un sequestro preventivo a fini di confisca, anche per equivalente, del profitto del reato nei confronti degli indagati.

“Le cooperative Karibu e Consorzio agenzia per l’inclusione e i diritti italia (in sigla Consorzio a.i,d. italia), nonché la Jambo Africa (per il tramite della Karibu) hanno percepito ingenti fondi pubblici da diversi Enti (Prefettura, Regione, Enti locali etc.) destinati a specifici progetti o piani di assistenza riguardanti i richiedenti asilo e i minori non accompagnati, fornendo tuttavia un servizio inadeguato e comunque difforme rispetto a quello pattuito” si legge nella nota stampa diffusa dalla Guardia di Finanza. 

“La Uiltucs Latina ed i lavoratori tutti che rappresentiamo esprimono forte ringraziamento agli inquirenti sul lavoro e sui sviluppi della Vertenza Coop Karibu e Consorzio AID, una percorso vertenziale iniziato da mesi grazie alla responsabilità e determinazione dei tanti lavoratori e lavoratrici, compreso le tante denunce anche di minori, ospiti delle case per minori”. 

E’ questo il tenore della nota Uiltucs Latia che prosegue: “Le nostre posizioni, la tanta documentazione le tante dichiarazioni che evidenziavano il mancato pagamento di circa 400mila euro di retribuzioni e competenze non pagate, oggi rispondono grazie al lavoro degli organi competenti alle tante famiglie ai tanti lavorarori che hanno, con il loro coraggio seguito ed esposto dalla Uiltucs Latina hanno contribuito all’interruzione di una vera e propria emorraggia del denaro pubblico.

Sin dall’inizio abbiamo cercato di denunciare e gridare che le risorse destinate all’accoglienza ed integrazione venivano distorte sino ad arrivare al mancato pagamento dei salari, in alcuni casi sino a 20 mensilità, siamo sicuri che il coraggio dei lavoratori il nostro lavoro di categoria che rappresenta questi lavoratriverà a compimento e di conseguenza risponderà a questi lavoratori con l’indennizzo delle spettanze.

Ricordiamo che sul nostro territorio sono stati erogati ben 62milioni di fondi pubblici ( fonte MINISTERO DELL’INTERNO)attraverso progetti. Oggi ancora i lavoratori non hanno percepito nulla; una vertenza della Uiltucs Latina nella quale siamo fieri di aver interrotto questo flusso di denaro pubblico a questi fantomatici rappresentanti dell’accoglienza e dell’integrazione, oggi il ripristino della dignità a questi lavoratori a queste lavoratrici non potrà mai essere riconsegnato, il lavoro per loro importante è stato distrutto da personaggi che con il sacrificio dei tanti lavoratori e dei tanti migranti hanno incassato solo il profitto.

Siamo certi che le spettanze ai lavoratori saranno erogate, ma il lavoro in questa vicenda è stato distrutto e calpestato”.

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