Frosinone – Territorio con forte criticità sanitaria. La lettura dei dati a firma del Gruppo FutuRa

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Uno scenario a tinte fosche. E quando si parla di inquinamento e salute, la vicenda è davvero seria, come evidenziato dai consiglieri comunali di Frosinone Teresa Petricca e Giovambattista Martino (dell’associazione Medici per l’Ambiente) del Gruppo Consiliare FutuRa.

“L’aggiornamento epidemiologico del Progetto Regionale INDACO, pubblicato nel mese di Luglio 2026 dal Dipartimento Epidemiologico della Regione Lazio – sottolineano i due consiglieri – conferma per il Comune di Frosinone una  situazione di forte criticità sanitaria con eccessi statisticamente significativi di mortalià e ospedalizzazione per i Tumori dell’Apparato Respiratorio (Trachea, Bronchi e Polmoni) e dell’Apparato Digerente (Colon-Retto e Stomaco).

I dati epidemiologici, validati per il capoluogo, riconoscono una dinamica guidata dall’effetto cumulativo dello smog urbano e industriale. Per i tumori dell’apparato respiratorio viene riportato  un : “Sì significativo“ con la considerazione che, nel Comune  di Frosinone, si registra il dato più elevato del SIN Valle del Sacco.

Per i tumori dell’apparato digerente sottolineata la presenza di un eccesso:  “Sì moderato ma stabile” soprattutto del colon-retto, che mostra tassi standardizzati superiori alla media regionale del Lazio. La tipologia di sede tumorale specifica dell’apparato respiratorio riflette la grave situazione dell’inquinamento aereo da  PM 10 ,PM  2,5 e NOX, per sommazione del traffico e delle emissioni, con eccesso di patologia associato in modo lineare all’esposizione cronica.

Le sedi tumorali a carico dell’apparato digerente riconoscono  le matrici inquinanti di acqua e suolo, che hanno verosimilmente compromesso la catena alimentare. I modelli statistici applicati ai dati di Luglio 2026 attestano poi, per Frosinone, un effetto catalizzatore dello Stato Socio Economico (SES) sul rischio relativo di mortalità per i tumori. In pratica, la popolazione non viene colpita dalla patologia neoplastica in modo uniforme.

I residenti nei quartieri o nelle aree del comune a basso livello socioeconomico, infatti,  subiscono un impatto di malattia notevolmente superiore, a dimostrazione che lo svantaggio sociale amplifica gli effetti negativi dell’esposizione cronica agli inquinanti. Quella descritta è la verità presentata dal (DEP) Dipartimento Epidemiologico della Regione Lazio.

Si sottolinea che  a Frosinone, esattamente un mese prima, il 24 giugno 2026,  si è assistito a tutt’altra narrazione durante il convegno dal titolo: “SIN Bacino del Fiume Sacco ultimo miglio” moderato dal deputato Aldo Mattia alla presenza di numerose personalità politiche e tecniche. In tale occasione  – ricordano Petricca e Martino – la dr.ssa Wanda D’Ercole, direttrice Ambiente, Transizione Energetica e Ciclo dei Rifiuti della Regione Lazio, per motivare e giustificare la deperimetrazione del SIN  dichiarava “ …..dal punto di vista della salute dei cittadini studiata dal DEP, non ci sono elementi che fanno pensare che quello che è successo all’epoca abbia avuto un riscontro sulla salute umana…per quanto riguarda la salute umana, al momento, almeno che non si vada nei siti contaminati che sono chiaramente chiusi non ci sono al momento problemi….”.

Da una parte la realtà scientifica documentale e documentata sulla realtà di malattie e morti testata e presentata dallo Studio Regionale Indaco, dall’altra tutt’altra narrazione in una passerella politica a smentire quello che la Regione, cui peraltro la stessa D’Ercole appartiene in qualità di dirigente, ha evidenziato e pubblicato. Evidente il cortocircuito nella stessa Regione Lazio. Un territorio pericolosamente inquinato e per tale motivo dichiarato SIN, in 20 anni bonificato solo per il 2% della sua estensione totale e con le sue genti aggredite e vilipese, costrette ad una migrazione sanitaria tristemente famosa, non può e non deve sopportare tale trattamento.

Come Medici Ambiente ed ora anche come Amministratori del Comune Capoluogo del Gruppo FutuRa, abbiamo fatto nostro l’impegno informativo sulle patologie da ambiente insalubre, da epoca ormai pluridecennale. Perseguiamo convintamente la divulgazione quella vera, basata su evidenze attestate e ci siamo opposti e continueremo ad opporci fermamente alla disinformazione e a racconti non congruenti e fuorvianti.

Ci sembra sia in atto una pericolosa deriva negazionista, in contrasto con le risultanze scientifiche che ben ricalcano la preoccupante condizione del territorio. Negazionismo che potrebbe avere, a nostro avviso, come se ancora non bastasse, un effetto devastante ulteriore sulla salute dei cittadini assetati, sempre più, di un bisogno sanitario valido ed efficace, di progetti di prevenzione che partano dalla salvaguardia ambientale, di modelli diagnostici e terapeutici di indubbio ed innegabile livello assistenziale.

Si assiste, al contrario, al tentativo di acquisire un lasciapassare per ulteriori aggressioni incontrollate di inquinanti, certo non a favore della collettività e della sua salute”.

 

 

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