Frosinone – Sport/calcio: I canarini tornano in serie A. 2 a 0 al Palermo con Maiello e Ciano. I rosanero annunciano ricorso

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Partita della vita doveva essere e partita della vita è stata; il Frosinone torna in serie A, al termine di una partita agguerrita, spigolosa e cattiva in cui i leoni canarini hanno superato i rosanero dell’ex Stellone con il punteggio di 2-0, grazie alle reti di Maiello e Ciano.

Gli uomini di Longo avevano un solo risultato favorevole, la vittoria, e vittoria è stata, in uno stadio pieno come un uovo, da tutto esaurito.

“La rabbia ed il coraggio s’infiammano nel risveglio di un leone ferito”, è questo il ruggito della curva nord che ha accolto gli avversari per nulla intimoriti, che anzi hanno iniziato una gara spigolosa, piena di contrasti duri e decisi, nel tentativo di far capire subito ai padroni di casa che non sarebbe stata per nulla facile, di fronte ad un avversario affatto permissivo.

L’arbitro La Penna, che a fine partita lascerà scontenti un po’ tutti, lascia correre il gioco intimidatorio dei rosanero al quale anche il Frosinone si adegua.

La gara, cattiva ed intensa, si avvia con un maggior controllo del gioco degli ospiti che si avvicinano più agevolmente alla porta canarina.

Superato il pressing asfissiante del primo quarto d’ora degli uomini di Stellone, il Frosinone riprende campo e si affaccia tre volte dalle parti di Pomini, con Dionisi e Gori.

Negli spogliatoi Longo ricarica la squadra, ricordando che il pareggio non serve a nulla, e quasi subito arriva il colpo di scena; il cronometro segna il minuto 7 quando Maiello si avvicina all’area avversaria, approfitta di una scivolata di Yayalo, che gli era davanti, e piazza un tiro dai venti metri che si insacca nel sette.

Il Benito Stirpe esplode letteralmente, il sogno si avvicina, ma manca ancora tanto tempo, forse troppo, un tempo intero, una vita per una gara di calcio.

Al 18 Coronado balla sulla linea dell’area di rigore del Frosinone e finisce a terra in un contrasto con Brighenti; dentro, sulla linea o fuori?

L’arbitro concede la punizione, poi opta per il calcio di rigore, quindi ci ripensa ancora ed assegna la punizione (forse con l’intervento dei suoi collaboratori).

Batte lo stesso Coronado e la palla si infrange sulla barriera. Frosinone rintanato, forse troppo. Ma va bene.

Il tempo scorre, lentamente, e le sostituzioni danno più dominio territoriale al Palermo che accerchia il Frosinone nella propria area creando diverse potenziali situazioni di pericolo.

Nei minuti finali succede di tutto: falli di gioco, troppi palloni in campo, sostituzioni, arrembaggio finale del Palermo, contropiede vincente di Ciano ed invasione di campo.

Cinque i minuti di recupero, interminabili (per il Palermo non sono mai finiti) fino a quando Chibsah conquista con veemenza un pallone al limite della sua area, letterarmente sospinto alle spalle dal ruggito della Nord, percorre pochi metri e lancia in avanti dove il pallone viene servito in profondità a Camillo Ciano, nel deserto della metà campo rosanero.

Inseguito da due avversari, con le ultime energie, che forse non c’erano neppure più, arriva al limite dell’area del Palermo e buca per la seconda volta Pomini.

Il Benito Stirpe esplode per la seconda volta, ancora di più della prima, forse troppo.

E’ un tripudio, tutti in campo per una festa che, dopo la brutta sconfitta interna nell’ultima della regular season con il Foggia, sembrava impossibile.

La gioia dei tifosi è incontenibile, il campo di gioco è invaso da almeno 10.000 persone festanti; giocatori letteralmente spogliati dai sostenitori; cori e bandiere al vento; non si riuscirà neppure a compiere il rito della premiazione, rinviata a lunedì.

Ma resta l’inevitabile coda annunciata dal presidente rosanero Zamparini che non ha gradito alcuni episodi, in particolare il presunto rigore non concesso dopo un tira e molla a Coronado, i troppi palloni in campo (le telecamere di Sky hanno immortalato uno dei palloni mentre usciva dalla panchina del Frosinone) e l’invasione di campo dopo il gol di Ciano (l’arbitro non avrebbe fischiato il triplice fischio finale).

E sulla straordinaria vittoria del Frosinone c’è ora l’insidia del ricorso.

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