FROSINONE – Una vicenda tristissima, quella che ieri ha visto un giudice del tribunale di Frosinone pronunciare la sentenza di condanna di due mesi ai danni di una ginecologa.
I fatti risalgono all’agosto del 2009, quando una donna, alla prima gravidanza, giunse all’ospedale di Frosinone per partorire. Nonostante le richieste di un parto cesareo, i sanitari predisposero per il giorno successivo l’induzione del parto naturale.
Appena nato, il bimbo presentava segni di asfissia e fu intubato.
Purtroppo con il trascorrere delle ore le condizioni di salute del piccolo peggiorarono tanto da predisporne il trasferimento all’ospedale Bambino GesĂą di Roma.
Dopo un lungo ciclo riabilitativo, compiuto successivamente presso una struttura di Fiumicino, il bambino fu riportato finalmente a casa ma con gravissime lesioni celebrali che lo rendono invalido al 100%.
I danni fisici permanenti riportati dal piccolo, dunque, sarebbero da attribuire ai ritardi per l’effettuazione del parto. Assolta, per la vicenda invece, un’ostetrica che era accusata di falso per l’alterazione della cartella clinica.










