Il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, se la prende contro le persone che guadagnano con i profughi senza offrire un vero servizio alla comunità. Vuole mettere in piedi un numero verde per raccogliere le denunce dei cittadini.
Nella nota per la stampa, la proposta viene annoverata tra le «iniziative clamorose» di Ottaviani. Ormai i sindaci sembrano rincorrere il clamore, si pensi alla collega di Codigoro che vorrebbe aumentare le tasse a chi ospita migranti. Inoltre il loro sguardo pare spostarsi dagli stranieri agli italiani che con l’immigrazione fanno affari.
«Dobbiamo ormai ragionare in termini strettamente giuridici – ha dichiarato Ottaviani – poiché non stiamo discutendo, qui, di chi sia a favore o contro l’assistenza sociale internazionale, nei confronti dei profughi abbandonati in mare dai mercanti di essere umani, ma stiamo discutendo se sia giusto o meno assistere con inerzia all’utilizzo criminale di una legge che sta finendo per alimentare le casse private dei soliti furbetti, senza scrupoli, con un business ormai fuori controllo».
Ce l’ha con «quelle imprese e quelle associazioni di finto volontariato, che stanno trasformando alcuni settori della nostra comunità in autentiche polveriere sociali e relazionali». Continua: «se alcuni operatori privati percepiscono dallo Stato dai 38 ai 40 euro al giorno per l’assistenza completa per ogni profugo, per poi abbandonarli a vagabondare quotidianamente, nell’ozio più totale, in giro per i quartieri, dovrà pure esserci un meccanismo minimo per ripristinare la legalità e anche la decenza».
Ecco dunque la proposta del sindaco: «A breve, per monitorare quanto sta avvenendo e per attenuare la degenerazione di questo fenomeno, non più tollerabile, istituiremo al Comune di Frosinone – visto che l’assistenza ai profughi non è materia di diretta competenza dei sindaci – un numero verde per segnalare gli episodi e gli elementi che saranno trasferiti alla conoscenza dell’autorità giudiziaria, oltre che della Prefettura e della Questura, affinché le vere espulsioni, almeno dal circuito economico, siano relative a quei soggetti che fanno mercimonio illecito delle disavventure che colpiscono i profughi, unitamente alla presentazione delle denunce verso i singoli soggetti responsabili di sopraffazioni e violenze verso i cittadini, italiani o stranieri, della nostra collettività».










