Una coppia di coniugi di Frosinone è stata arrestata per favoreggiamento della prostituzione in concorso; domani saranno interrogati dal Gip del Tribunale di Latina per l’interrogatorio di garanzia.
I due sono stati arrestati dagli agenti del Commissariato di Terracina su ordine del Gip Molfese, a seguito di richiesta del Pm Lasperanza; lei è insegnante in un noto Istituto Superiore di Frosinone, lui imprenditore nel settore agricolo nel Frusinate.
L’accusa
Devono rispondere delle gravi imputazioni in concorso nel favoreggiamento della prostituzione, in quanto mettevano a disposizione di giovani ragazze straniere, gli appartamenti in cui esercitare il meretricio, dietro il pagamento di canoni di 50-100 euro al giorno per ognuna di esse.
L’indagine
L’attività investigativa, sia con metodi tradizionali che con indagini tecniche, hanno consentito di delineare l’esistenza di un sistema ingegnoso finalizzato al favoreggiamento della prostituzione onde assicurare il massimo profitto con il minimo rischio.
Le indagini hanno consentito il rinvenimento della contabilità del lucroso business, quando, nel corso di perquisizioni all’interno dell’abitazione di residenza dei coniugi indagati, veniva trovata un’agenda. Altrettanto convergenti sulle ipotesi investigative sono risultati i dati rilevati dagli apparati telefonici in uso alla maggiore indagata e ad alcune prostitute. Il favoreggiamento della prostituzione non è stato occasionale ma abituale e reiterato.
Il sistema
Era stato creato un meccanismo economico commerciale attualmente molto in uso, ovvero quello che si fonda sulle cosiddette strutture ricettive “diffuse”, che si presentano con tanti piccoli appartamenti.
In questo caso, anziché fittarle a turisti, i coniugi le utilizzavano per l’esercizio di una prostituzione “itinerante” in quanto diverse ragazze, si fermavano per pochi giorni in città, alternandosi, in modo da attrarre i clienti in ragione della novità della proposta sessuale.
La donna, Docente di Economia, nel tempo era riuscita ad accreditarsi con centinaia di giovani prostitute quale punto di riferimento per potersi collocare ed esercitare la prostituzione in insospettabili abitazioni ubicate tra Terracina e Sabaudia.
Il favoreggiamento della prostituzione non è stato occasionale ma abituale e reiterato.
La “Maitresse” aveva maturato una certa affidabilità potendo garantire alle ragazze appartamenti che in virtù della sua esperienza, presentassero le caratteristiche ottimali per ricevere il maggior numero di clienti in ambienti riservati, attrezzati come residence di livello; offriva un servizio completo di ricezione delle prostitute, mettendole in contatto con tassisti irregolari alle sue dipendenze e factotum per ogni esigenza.
Le ragazze restavano nascoste in casa a prostituirsi evitando di uscire anche solo per fare la spesa, per evitare di destare sospetti.
Il complice
Individuato ed iscritto nel registro degli indagati per favoreggiamento dei reati in argomento un 65enne originario di Fondi il quale, oltre a fungere da taxista, faceva da palo per allertare le prostitute in caso di irruzioni della Polizia.
Le case del piacere
Tra gli immobili utilizzati risultano attualmente due ville, ubicate a Terracina e Sabaudia, di proprietà degli stessi coniugi indagati per i quali è stato disposto ed eseguito il sequestro; la maggior parte degli introiti proveniva dall’utilizzo di ulteriori villette prese in locazione dagli stessi coniugi ed allestite accuratamente per brevi periodi, proprio per essere destinate al commercio sessuale.
Le intercettazioni
Le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno evidenziato la disinvoltura e la spregiudicatezza dei due coniugi che, sebbene incensurati, anche dopo avere appreso di essere oggetto d’indagine, hanno continuato nella attività illecita, mostrando pervicacia nel non voler rinunciare agli indebiti guadagni illegali ed una spiccata professionalità nel proseguire i propri affari nella convinzione di poter riuscire a farla franca. La donna è ora ristretta nella casa Circondariale di Rebibbia mentre il coniuge è agli arresti domiciliari.











