Non demonizza l’argomento, ma elenca pacatamente tutti i punti contrari alla realizzazione della centrale a biomasse. Così, il sindaco di Frosinone Ottaviani, è intervenuto, questa mattina, nella puntata, curata da Sergio Procacci, della nostra rubrica: “Diritto di parola”.
Ottaviani, intervistato da Lucia Campoli, ha dato delle informazioni generali sulla ratio delle centrali a biomasse, per poi entrare nel merito della questione evidenziando come prima di parlare di costruzione o semplificazione dell’iter burocratico sia necessario fare tutte le verifiche del caso.
Non tutte le centrali a biomasse sono uguali, dice in soldoni il sindaco, e quella che potrebbe essere realizzata a Frosinone, oltre a passare dall’attenta analisi di tutti gli organi preposti, andrebbe a nascere in un territorio che, per sua conformazione, non è adatto a tale installazione, secondo il primo cittadino.
«Buona parte di queste centrali – ha spiegato Ottaviani – sono al di sotto dei 999 kilowatt quindi c’è la possibilità di portare avanti la cosiddetta autorizzazione semplificata, però quando si porta avanti un’autorizzazione di questo tipo dobbiamo capire se abbiamo a che fare con un territorio sul
quale insistono correnti aeree importanti che in qualche modo possano dissolvere nell’atmosfera con una certa facilità quelle che sono le combustioni oppure se siamo all’interno di un territorio, che può essere quello di Cassino o quello di Frosinone, (che si trovano) all’interno di vere e proprie conche dove è difficile che vi sia un ricambio e un riciclo di aria tale da garantire l’attivazione di queste centrali in massima sicurezza».
Infine un riferimento ancora più esplicito all’inquinamento e alla tutela della salute: «sappiamo tutti che in questo momento la provincia di Frosinone non gode proprio di massima tranquillità sotto il punto di vista delle emissioni in atmosfera di Pm10 e Pm 2,5 – ha aggiunto il primo cittadino – quindi quando ci si confronta con materie importanti come questa bisogna necessariamente andare a verificare caso per caso se l’utilizzo di una materia, e soprattutto l’impianto di una centrale a biomassa, può compromettere quello che è il microclima e soprattutto quello che è il sistema epidemiologico che ne va a risentire».
A conclusione del suo intervento, a proposito dei benefici economici che questo tipo di intervento potrebbe portare, dall’immissione di denaro nell’economia locale alle possibili assunzioni, Ottaviani fa ancora leva su come tutto questo non debba andare a discapito della salute dei cittadini e chiude con una battuta relativa alla componente economica: «se valesse questo tipo di criterio il presidente del consiglio di amministrazione dell’Ilva di Taranto dovrebbe essere addirittura santificato».










