Atti osceni in luogo pubblico nei confronti di una donna che passeggiava lungo una strada di campagna: di questo si è reso responsabile a Fondi un giovane che è poi stato identificato. Adesso potrebbe dover pagare una sanzione che va da 5.000 e 30.000 euro.
Una signora di più di 60 anni se ne stava beatamente a passeggio lungo una strada che è frequentata da molti amanti delle camminate a piedi, sabato pomeriggio, quando un vecchio fuoristrada bianco le si è accostato. Il giovane alla guida le ha mostrato i genitali e ha iniziato a masturbarsi. La donna aveva con sé un ombrello e non ha esitato brandirlo contro il molestatore, che è fuggito via.
La donna ha fatto in tempo, comunque, a memorizzare una parte della targa. Subito è andata al Commissariato e ha denunciato l’accaduto, dando anche una descrizione del molestatore. Sono partite le ricerche su strada e, attraverso i database, si è potuto risalire al proprietario del veicolo. Il quale, però, non corrispondeva affatto alla descrizione fatta dalla donna. Infatti non era lui che si era reso responsabile di atti osceni, ma suo figlio, P.M., un ventenne incensurato.
Si legge nella nota della polizia: «In base alla depenalizzazione del gennaio 2016 e non essendoci stata violenza né contatto fisico, non si è potuto procedere all’arresto, ma al responsabile degli atti osceni potrà essere inflitta una sanzione amministrativa fra €uro 5.000 e 30.000, in base alle eventuali valutazioni del giudice».
Forse il giovane non era la prima volta che agiva. Infatti la nota della polizia così continua: «Giova precisare che analoghe segnalazioni erano già state fatte nel recente passato, ma in maniera troppo vaga e mai da parte delle donne direttamente interessate, le quali, frenate, come troppo spesso accade, dall’estremo senso del pudore, non hanno mai inteso formalizzare nulla in merito. Questa volta, invece, la vittima, determinata dall’evitare il ripetersi di tali deplorevoli episodi, ha ritenuto fosse suo dovere civico ancor prima che suo diritto, segnalare tale episodio, il cui epilogo è stato di assicurare il responsabile alla giustizia ed interromperne tali condotte».










