La fiaccola benedettina è stata accesa questa mattina a Norcia, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Non poteva mancare il riferimento simbolico della Fiaccola, la Pace, alla guerra scoppiata in Ucraina.
“La pace è in pericolo”, ha detto Mattarella, “ma non possiamo accettare che la follia della guerra distrugga quello che i popoli dell’Europa hanno costruito in sette decenni. Questa guerra riguarda tutti noi. Una tragedia che si è abbattuta non solo su un Paese, ma sull’Europa intera e che mette in pericolo pace e libertà”.
Perché, ha ammonito, “non sappiamo quali saranno gli obiettivi dopo” ha scandito. “L’Europa rischia un vortice di guerra. Ma non intende piegarsi alla violenza della forza per sottomettere un Paese indipendente”.
Alla cerimonia erano presenti anche le altre città benedettine tra cui Cassino, con il sindaco Enzo Salera.
Nel suo discorso il Presidente Mattarella ha salutato anche l’Abate di Montecassino e ha parlato del Messaggio di San Benedetto e della Fiaccola benedettina “pro pace et Europa una” come simbolo importante di pace.
Nel salutare l’Abate, dopo l’accensione della Fiaccola, il Presidente ha ricordato il loro incontro a Cassino nel marzo 2019 durante l’inaugurazione della Fiera del Santo Patrono.
Mattarella ha poi ricevuto gli auguri dell’Abate Donato per il nuovo mandato ed ha ringraziato calorosamente per la promessa di preghiere da parte del 191° successore di san Benedetto.
E l’abate ha diffuso una sua riflessione sulla tragedia che ha colpito l’Ucraina.
“Abbiamo sperato tutti fino all’ultimo che le nubi tossiche e mortifere della guerra non si elevassero sulla nostra Europa, ma la forza oscura e torbida del male, che insidia il cuore dell’essere umano, ha ancora una volta avuto la meglio.
I tragici eventi che si stanno consumando in Ucraina, al di là del giusto sdegno che provocano in tutti coloro che amano la giustizia, la libertà e l’autodeterminazione dei popoli, potrebbero farci scivolare in una facile retorica della pace. E tuttavia quest’ultima è un bene troppo prezioso perché noi rimaniamo indifferenti.
La nostra coscienza deve sentirsi spronata ad un impegno maggiore, sia nel far sentire la nostra voce presso le istituzioni preposte sia nell’optare per parole e gesti di pace all’interno delle relazioni che intrecciamo con gli altri, mostrando nei fatti quanto la pace e la concordia ci stiano a cuore.
San Benedetto, da insigne maestro di vita quale è, ci delinea un cammino che, alla luce del Vangelo, ci induce a cercare con tutte le nostre forze quel che unisce e non quel che divide, quel che accresce lo spirito di reciproco rispetto, di convivenza armoniosa, solidale e fraterna.
Tutto questo è racchiuso nella storia di Montecassino, che dalla violenza della distruzione è sempre rinata attraverso concreti propositi di pace.
È questo il senso della accensione della Fiaccola benedettina ‘Pro pace et Europa una’ avvenuta oggi a Norcia da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all’interno della Basilica di San Benedetto di cui è stata avviata la ricostruzione.
Ai credenti, infine va ricordata la potenza della preghiera affinché Dio, datore di ogni bene, converta i propositi di male che assediano il cuore degli uomini in propositi di pace.”
Donato Ogliari
Abate e Ordinario di Montecassino
Le foto dell’inizio dei lavori di ricostruzione post sisma della basilica di San Benedetto a Norcia














