Elezioni – Sanità, le critiche dello SNAMI ai partiti in vista del voto del 25 settembre

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Il Sindacato Autonomo dei medici italiani, in una nota diffusa dalla sezione provinciale di Frosinone – commenta i programmi elettorali dei partiti per le elezioni politiche del 25 settembre prossimo e critica l’insensibilità dei partiti politici che nei loro programmi avrebbero lasciato poco spazio al tema sanità.

”Diciamo a gran voce – dichiara Angelo Testa, presidente nazionale Snami – che la salute nei loro progetti elettorali risulta la grande assente. Come se anche i governatori regionali non si fossero accorti che le case della salute che si dovrebbero fare con i fondi del PNRR saranno ineludibilmente delle scatole vuote, che ormai negli ospedali si lavora a gettone e si assume dall’estero, che per la medicina di famiglia si chiede ai pensionati di lavorare ma non si programma un efficiente ricambio generazionale. In poche parole, si ignora ciò che, purtroppo, è il bollettino di guerra quotidiano in sanità e si lascia spazio a dei desiderata generici nulla o poco contestualizzati alla realtà del momento”.

Si unisce alle critiche anche Domenico Salvago, vice presidente nazionale Snami – ricordando che “avevamo chiesto provocatoriamente ai partiti programmi concreti e non le solite balle, ma dobbiamo sottolineare che ad una attenta lettura dei programmi non si evincono neanche dei copia-incolla interessanti e attualizzati al contesto odierno, segno quanto poco interessi alla politica nello specifico la sanità territoriale. Praticamente zero, per essere benevoli!”

”Eppure – sottolinea Gianfranco Breccia, segretario nazionale Snami – il nostro sindacato ha stimolato continuamente la politica indicando delle possibili soluzioni e sottolineando come il famigerato decreto 77 porterà inevitabilmente ad un impoverimento della capillarità territoriale e del rapporto medico-paziente, caratteri inderogabilmente distintivi, identitari ed univoci della Medicina Generale.”

“Lo Snami boccia i programmi elettorali sulla sanità delle varie compagini politiche – conclude Angelo Testa – e si auspica che chi andrà a governare voglia rafforzare la medicina territoriale con l’aiuto di chi come noi lavora sul campo.”

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