Economia e Lavoro – Stellantis, il segretario Fim Cisl Uliano commenta i dati produttivi del 3° trimestre. Cassino langue, Pomigliano corre.

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La Fim Cisl commenta i dati relativi alla produzione Stellantis nel terzo trimestre e, per quanto riguarda gli stabilimenti nel dettaglio, non si può prescindere dalla differenza che separa Cassino Plant da Pomigliano.

Mentre, infatti, a Piedimonte San Germano si registra un -7,7% rispetto ad un anno fa, a Pomigliano la salita produttiva ha fatto registrare un aumento del +31,5%.

Qui – sottolinea il segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano – la crescita dei volumi rispetto al 2022 è costituita in gran parte dalla salita produttiva delle nuove produzioni, suv Alfa Romeo Tonale e del suv Dodge Hornet, che hanno raggiunto le 55.100 unità, a cui si aggiungono le 94.400 Fiat Panda. Le due linee di montaggio producono su 12 turni settimanali, mentre si effettuano i 20 turni su alcune aree del Plant come la lastratura, lo stampaggio, la verniciatura, la plastica e la logistica”. 

Cassino Plant, invece, ha prodotto nei primi nove mesi del 2023  37.580 unità (-7,7%). “Una piccola flessione negativa rispetto al periodo dell’anno precedente. L’attuale produzione è caratterizzata dai volumi della nuova Maserati Grecale con 13.500 unità, pari a circa il 36% delle produzioni, e il restante è rappresentato dalle due Alfa Romeo Stelvio e Giulia. L’incremento dei volumi della Maserati Grecale in crescita rispetto al 2022, non ha compensato la flessione riscontrata sulle due Alfa Romeo”. 

Ciò che emerge chiaramente dal report è che “le potenzialità dello stabilimento di Cassino sono maggiori rispetto all’attuale produzione. Nel 2017 con i lanci produttivi di Stelvio e Giulia e la produzione di Giulietta, nel 3° trimestre aveva raggiunto le 100 mila unità, con una base occupazionale superiore di 1.200 occupati in più.

Lo stabilimento sta producendo già la versione full elettrica della Maserati Grecale Bev e con la presenza di una piattaforma premium con motorizzazione elettrica, un’opportunità per il futuro sviluppo anche sui modelli Alfa Romeo. Nei mesi scorsi sono stati ultimati i lavori di unificazione della verniciatura e della lastratura. Dall’inizio dell’anno sono stati circa 40 i giorni di fermo produttivo, che hanno riguardato la fase di fine e inizio anno, giorni che si sono resi necessari per l’unificazione della verniciatura e lastratura, e di qualche giorno di fermo produttivo per mancanza di materiali.

Sono circa 60 i lavoratori in CDS, riteniamo  – sottolinea Uliano – che ci siano le condizioni per interrompere l’ammortizzatore sociale. L’assegnazione allo stabilimento della futura piattaforma Stla large bev, rappresenta certamente una prospettiva positiva per il futuro dello stabilimento, ora è indispensabile l’allocazione in tempi brevi di altri modelli premium che vadano ad affiancare le produzioni di Maserati Grecale e delle due Alfa Romeo. Per quest’ultimi modelli bisogna procedere ad un forte ammodernamento e rilancio”.

Uliano mette poi sul banco degli imputati la mancata condivisione del piano di lavoro tra MIMIT e STELLANTIS. I sindacati, le regioni e Anfia sono in attesa della convocazione del Ministro Urso.

“Un ritardo incomprensibile – spiega il segretario nazionale –  visto che gli impegni dati dal Ministro prevedevano la partenza degli incontri tra Stellantis, Sindacati, Regioni ed Anfia, già dalla metà di settembre. Incontri finalizzati a definire un preciso accordo di sviluppo di Stellantis e del settore dell’indotto dell’automotive. Il piano di lavoro tra MiMIT e Stellantis, propedeutico alla definizione dell’accordo di sviluppo doveva contenere impegni che riguardavano: aumenti dei volumi di produzione auto e veicoli commerciali, ricerca sviluppo, progettazione e innovazione, efficientamento degli impianti per migliorare la competitività, in termini di costo del lavoro, energia e logistica, accelerazione investimenti in transizione energetica e ambientale, sostenibilità della filiera della componentistica dell’auto, mappatura aggiornata  e sviluppo delle competenze professionali, incentivi alla domanda. Alla data odierna non abbiamo riscontri concreti né dal Governo né da Stellantis. 

E infine, c’è la questione del tavolo sull’automotive:  “A quasi un anno dall’insediamento del Governo Meloni, non si è visto nessun fatto concreto per il settore automotive. Non si è provveduto ad utilizzare le risorse stanziate nel Fondo specifico dell’automotive per favorire la reindustrializzazione e la trasformazione del settore. Hanno finanziato unicamente gli incentivi alla domanda (acquisto di auto sostenibili) indispensabili per promuovere l’acquisto di veicoli con un costo superiore del 50%, (650 milioni per tre anni a partire dal 2022), ma non può essere l’unico intervento per il sostegno e il rilancio del settore.  

Il Fondo stanziato dal precedente governo era di circa 8 miliardi, ne rimangono a disposizione circa 6,3 miliardi. Come FIM l’abbiamo ribadito più volte, che bisogna utilizzare le risorse per la reindustrializzazione, indispensabili per evitare l’impatto negativo di oltre 75.000 lavoratori nel comparto auto a seguito del cambio delle motorizzazioni. Il caso della Marelli di Crevalcore è l’emblema di questa situazione che sta esplodendo. Bisogna accorciare la catena di fornitura, portando nel nostro Paese le produzioni di tutta la componentistica che rappresenterà l’auto del futuro: dai semiconduttori, dalle batterie, ai componenti necessari per la motorizzazione elettrica, per la guida autonoma, per la digitalizzazione e la connettività. Il Governo deve essere consapevole che senza un piano per la transizione industriale attivabile immediatamente, il rischio licenziamento e desertificazione industriale diventa certezza”. 

Stellantis il 31 ottobre annuncerà i risultati relativi alle consegne e ai ricavi del terzo trimestre 2023.

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