Se un bambino ha una brutta grafia può non essere una semplice vezzo, ma può indicare la presenza di un disturbo. A illustrare il problema, questa mattina, a “Diritto di parola”, sono intervenute due rappresentanti dell’AID, Associazione Italiana Disgrafie, la dottoressa Chiara Bet, referente di zona, e la vicepresidente dottoressa Alessandra Ricci, docente universitaria esperta del Metodo Venturelli.
Cos’è la disgrafia? «E’ un disturbo specifico dell’apprendimento, che si manifesta come difficoltà a riprodurre segni alfabetici e numerici» spiega la dottoressa Bet. Il genitore o l’insegnante ha molti segnali per capire se un bambino sia affetto da questo disturbo: per esempio, se vede che impugna male la penna o ha una scrittura irregolare oppure assume una postura scorretta. Si può intervenire, comunque, e i risultati di educazione alla scrittura sono molto efficaci, anche per l’autostima che il piccolo riacquista con una buona pratica.
Precisa la dottoressa Ricci: «I bambini di oggi sono molto cambiati rispetto a quelli di trenta, quaranta anni fa. Sono soggetti a moltissime stimolazioni dall’esterno, alcune anche non adatte alla loro età. Noi li percepiamo sicuramente più svegli, più reattivi di come potevamo essere noi stessi a sei, sette anni, però allo stesso tempo le loro abitudini sono cambiate. Per esempio, quando giocano, usano per molto meno tempo le mani e il corpo. Sono meno autonomi nelle normali, piccole azioni quotidiane: pensate a quanti bambini non sanno ancora allacciarsi le scarpe nonostante, magari, abbiano nove, dieci anni. Le abitudini manuali si stanno perdendo». La scrittura è un’attività complessa. E se si crede che nell’era digitale scrivere a mano non serva più, ci si sbaglia, perché rimane una competenza di base necessaria.
Oggi pomeriggio, alle 16:30, presso la biblioteca comunale Malatesta a Cassino, si svolgerà un incontro dal titolo “Scrivere a mano – Insegnare le corrette abitudini per prevenire le difficoltà grafomotorie”, al quale parteciperanno le due ospiti di questa mattina.
Di seguito è possibile vedere l’intera puntata e ripercorrere le questioni molto interessanti che le due studiose hanno affrontato ai microfoni di RadioCassinoStereo:










