Diritto di parola – “L’isola che non c’è”, un convegno per progettare la città ecosostenibile, “da regalare ai nostri figli”

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Qualche giorno fa, ai microfoni di “Diritto di parola”, il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, aveva detto che per affrontare il problema dell’inquinamento c’è bisogno, prima di tutto, di un cambiamento culturale nella popolazione, la quale deve diventare sensibile al tema della qualità dell’aria e agire concretamente, nella vita di tutti i giorni, per contribuire a salvaguardare l’ambiente [leggi qui]. Ben vengano, dunque, tutte le iniziative che affrontano la tematica e che stimolano la pubblica attenzione. Venerdì prossimo, il 24 febbraio, alle ore 17:30, nella sala Restagno del Comune di Cassino, si svolgerà un convegno dal titolo “L’isola che non c’è”, mirato proprio a trattare il problema, ma, soprattutto, a gettare le basi per progettare una città ecosostenibile. A organizzarlo è l’associazione “La città che vorrei”, presente oggi in studio a “Diritto di parola” con due suoi rappresentati: Sarah Grieco, anche consigliere comunale a Cassino, e Marco Ricci.

Cos’è “La città che vorrei”? «E’ un’associazione di ragazzi giovanissimi – dice Sarah Grieco – vanno dai 18 ai 27-28 anni. Io ho voluto fortemente la nascita di questa associazione già dal 2015, perché sono convinta che non si può parlare di futuro e costruire un futuro senza puntare sui giovani. Queste sono frasi generalmente dette in campagna elettorale. Noi, invece, le portiamo avanti prima, dopo e durante le campagne». Un futuro per i giovani disegnato dai giovani, dunque. Ma in che cosa consiste quest’idea di futuro? «Vorremmo una città diversa, progettare una città diversa. Perché? Qual è il problema? Il problema è che l’ambiente viene visto solo come un’emergenza su cui mettere una toppa. Oramai, la città di Cassino, come la provincia di Frosinone, è in questa triste classifica delle città più inquinate d’Italia, sia per le polveri sottili sia – come illustrerà anche il professor Bonanno – per le polveri ultra-fini, che sono poi quelle più pericolose perché sono quelle che arrivano al feto. E allora qual è l’idea? Sì, parliamo di ambiente (e infatti il professor Bonanno terrà il suo primo intervento sull’aria che tira a Cassino), però poi parliamo anche di progettare una città sostenibile. “Sostenibile” vuol dire una città da poter regalare ai nostri figli. E allora bisogna fare non le solite cattedrali nel deserto, cioè le solite piste ciclabili lasciate lì, ma progettare un discorso diverso partendo da un piano urbano del traffico sostenibile. Perché Cassino – parliamoci chiaramente – ha una situazione del traffico veramente inaccettabile e incomprensibile per le dimensioni della città».

L’incontro di venerdì sarà un’occasione per fare il punto della situazione e proporre alternative, ma senza l’arroganza di chi ha la ricetta a portata di mano, già confezionata: «Questo incontro – spiega Sarah Grieco – non vuole dare soluzioni, perché le soluzioni date facili, semplici e immediate a me, francamente, non convincono. Questo incontro vuole dare spunti, fare proposte e, soprattutto, accendere un dibattito. Per dire: a Cassino c’è sempre stato questo pugno di ferro tra commercianti e famiglie. La nostra domanda, e anche la nostra provocazione, è: rappresenta davvero un binomio insostenibile? Cioè, davvero il commercio e la qualità di vita che tutti meritiamo nella nostra città sono inconciliabili? Io non ho risposte e non le ha nessuno, però anche con l’aiuto di questa straordinaria risorsa che è l’Università di Cassino – non a caso abbiamo chiesto a docenti universitari di intervenire, perché Università e Città devono essere collegate, ci deve essere un ponte costante, un filo diretto – forse riusciamo a porre le basi per mettere d’accordo finalmente queste categorie».

Le fa eco Marco Ricci, per il quale, per risolvere il problema del parcheggio, che di solito viene fronteggiato istituendo le isole pedonali o altre misure restrittive all’uso delle auto, e che in fondo è il perno principale intorno al quale ruota lo scontro con i commercianti, «bisogna pensare alle tante altre realtà europee, che già hanno affrontato questo tipo di tematica». Ricci è comunque ottimista, bisogna soffermarsi, dice, non sulle cose negative, ma sulle tante positive. Il suo ottimismo, però, non è una tenda che nasconde i rischi che si corrono ad andare avanti così, con le malattie legate alla cattiva qualità dell’aria che respiriamo, in continuo aumento ed in molti casi persino mortali: «Non scordiamoci mai che parliamo di 447.000 morti all’anno in Europa. Se andiamo ad analizzare questi dati, sono 80.000 morti solamente in Italia e quindi, in proporzione, parliamo di 50 morti nel comune di Cassino all’anno, quindi 4 morti al mese. Sono dati che preoccupano e fanno riflettere».

Anche di questo si parlerà per un’ora e mezza durante l’incontro di venerdì, durante il quale interverranno professori universitari ma anche i ragazzi dell’associazione. Il dibattito sarà arricchito dalla proiezione di un filmato.

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