Diritto di parola – L’assessore Papa illustra il piano di edilizia economica popolare del Comune di Cassino: alloggi per oltre 200 famiglie

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Oggi è stato ospite a “Diritto di parola” l’avvocato Beniamino Papa, assessore all’urbanistica del Comune di Cassino. Con lui si è parlato di un argomento che sta a cuore a molte famiglie e che da troppo tempo è rimasto un problema irrisolto: l’“edilizia economica popolare”. Più precisamente, del progetto “P.E.E.P. San Bartolomeo”, approvato dalla giunta comunale il 19 gennaio e che consiste nella realizzazione di ben 18 palazzine. Avevamo già riportato la notizia in un precedente articolo [vedi qui]. Lucia Campoli ha approfondito il tema, rivolgendo le domande al principale artefice di questo piano.

Lei è alla guida dell’assessorato da appena 7 mesi. Com’è riuscito ad arrivare all’approvazione di un progetto così importante e così complesso in tempi tanto brevi?
«Diciamo che il progetto nasce nel 2015 con una delibera del Consiglio comunale. Solo che per due anni ci sono stati degli intralci dovuti a contenzioni tra le varie cooperative che dovevano aggiudicarsi i lotti che erano stati messi a bando. Il progetto si era arenato e rischiava, se non fosse stato licenziato entro il mese di marzo, di non partire più, perché scadevano i termini per avere il finanziamento della Regione, che è l’ente che finanzia in parte la costruzione di queste palazzine. In questi 7 mesi c’è stata un’attività di mediazione, che ho portato avanti grazie alla collaborazione dei presidenti delle cooperative: non si riusciva a trovare la quadra sulla posizione dei lotti da assegnare e soprattutto sulle opere di urbanizzazione e sui termini della convenzione del Comune. Siamo riusciti, dopo una serie di interventi, a far capire l’importanza del Progetto per tutti e quindi il progetto potrà diventare fattibile in tempi rapidi».

Quali requisiti bisogna avere per rientrare tra i soggetti che potranno accedere alla graduatoria?
«Non si tratta di case dell’Ater vere e proprie. Abbiamo invitato l’Ater a partecipare al bando per l’assegnazione dei lotti, ma non ha ritenuto opportuno partecipare, quindi si sono mosse le cooperative private. Per cui gli assegnatari non saranno quelli che sono in graduatoria. Però, trattandosi di edilizia agevolata, potranno accedere all’acquisto di questi lotti di appartamento soltanto coloro che si trovano in possesso di determinati requisiti, legati soprattutto alla capacità reddituale. Quindi i destinatari principali saranno soprattutto le famiglie monoreddito, saranno le giovani e i giovani che hanno formato famiglia da poco e che non sono in grado di assicurare mutui a lungo termine con i costi dei mutui normali. Parliamo di redditi fino a 20.000/22.000 euro, più o meno – c’è una legge regionale e una nazionale dove sono indicati i termini precisi… Non sono immobili per attività di speculazione, perché persone che hanno già una casa non possono acquistarli, persone che hanno un determinato reddito, anche del nucleo familiare, non potranno accedere all’acquisto di questi immobili… Per fare un esempio, io stesso non potrei comprarli, per poi, magari, rivenderlo ad altri per speculazione. No: chi compra, dovrà fissare la residenza e non potrà vendere l’appartamento se non decorsi 5 anni.
«Questo lo abbiamo fatto anche per evitare la forte emigrazione dal comune di Cassino di giovani coppie, che non sono in grado di pagare fitti così alti e quindi si spostano nei comuni limitrofi. Invece, con questo Progetto, con il quale arriveremo a 21 palazzine (i lotti sono 18 più 3), ci saranno oltre 200 famiglie che potranno acquistare, con mutui che vanno da 10 a 20 anni, a 300/350 euro, immobili anche di una certa importanza – perché sono immobili nuovi, con un parco attrezzato per i bambini: non sono quei palazzoni anonimi, sono palazzi alla stregua di quelli che esistono al centro, con tanti comfort».

Quando vengono approvati progetti di questo tipo, il cittadino più attento si chiede: “Chissà quanto costerà alla comunità tutto questo?”. Un dubbio riferito soprattutto agli espropri, spesso necessari per la realizzazione delle unità abitative. Cosa risponde lei a quel cittadino attento?
«Rispondo ricollegandomi alla prima domanda: “Che cosa è stato fatto in questi 7 mesi?”. E’ stata fatta una trattativa per arrivare alla stipula di una convenzione che prevede una serie di adempimenti da parte delle ditte costruttrici. Avremmo potuto chiudere anche prima, visto che c’era la volontà, ma con l’amministrazione comunale abbiamo insistito sulla clausola che prevede che l’indennità di espropri ai proprietari dei terreni fosse pagata direttamente dalle ditte che dovranno effettuare la costruzione. Che cosa accadrà? Prima il Comune acquisiva l’area e poi la rivendeva a queste ditte private o procedeva direttamente alla costruzione, ma questo dava luogo a contenziosi enormi con i proprietari dei terreni. I debiti fuori bilancio della maggior parte dei comuni d’Italia traggono origine proprio da espropri non pagati o pagati in ritardo. Noi ci siamo tolti questo peso di provvedere agli espropri, che dovranno fare le ditte interessate. Quelle che lo faranno, procederanno prima alla costruzione; quelle che non troveranno un accordo con i proprietari dei terreni o pagheranno in ritardo e avvieranno un contenzioso… beh, sarà peggio per loro, inizieranno dopo le altre – con tutte le conseguenze economiche del caso, ovviamente».

Nel passato abbiamo visto progetti iniziati e mai conclusi, soprattutto per quanto riguarda le strade, le rotatorie, le infrastrutture… Come ha affrontato questo problema?
«Spesso in precedenza, e non solo a Cassino, cos’è accaduto? Nella convenzione le opere di urbanizzazione sono previste, poi le ditte costruttrici iniziano prima a costruire e poi a realizzare le opere di urbanizzazione connesse, solo che a un certo punto le interrompono o perché falliscono o perché non hanno più i soldi… e quindi si avvia un contenzioso enorme, di cui non si verrà mai a capo con i tempi della giustizia italiana e con le soluzioni proposte. Quindi, alla fine, queste opere di urbanizzazione rimanevano lettera morta. Invece, adesso, nella convenzione che abbiamo stilato è previsto che prima di costruire vengano realizzate strade, allacci fognari, rotatorie e quant’altro per la viabilità. Prima tutte le infrastrutture e poi il palazzo, insomma. Questo ci dovrebbe garantire il rispetto della realizzazione di queste opere di urbanizzazione. Sottolineo che il direttore dei lavori sarà uno di stretta fiducia dell’amministrazione comunale. Lo nomineremo noi: questa è un’altra prerogativa che ci siamo garantiti. Dovrà essere uno di nostra fiducia che ci dirà: “Ok, le opere di urbanizzazione sono terminate, date il permesso a costruire”. Se non arriveranno le opere di urbanizzazione, il permesso a costruire rimarrà nel cassetto».

Alla fine dell’intervista, l’assessore Papa ha voluto affidare ai microfoni di RadioCassinoStereo un’anticipazione: «Noi stiamo lavorando anche a un’altra cosa importante che sta a cuore a molti cittadini. Dopo l’approvazione del “Piano carburanti” che abbiamo fatto a novembre, adesso stiamo predisponendo anche il “Piano antenne”, per le antenne della telefonia mobile. Abbiamo già predisposto una delibera con cui si dà incarico a un professionista di fare un monitoraggio di tutto quello che abbiamo. Perché, se un domani dovesse venire qualche società di telefonia a mettere una grande antenna anche di fronte a una scuola, noi non abbiamo uno strumento per dire: “Fermati”, in quanto è un servizio di pubblica necessità. Ciò perché non abbiamo un “Piano antenne”, nonostante sia un adempimento per legge. Questo è un mio pallino, che devo risolvere entro breve tempo. Non sarà facile, perché predisporre un “Piano antenne” comporta una serie di studi, una serie di adempimenti non semplicissimi da adottare. Però nulla è impossibile, e questo sarebbe un altro obiettivo a medio termine che riguarda la salute dei cittadini».

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