Nuovo passo avanti per le indagini della Procura della Repubblica di Cassino, per fare luce sul delitto di Serena Mollicone, la studentessa di Arce trovata uccisa in bosco, nascosta in una busta di nylon.
Nei giorni scorsi, i carabinieri, su ordine del sostituto procuratore della Repubblica Beatrice Siravo, hanno prelevato le impronte digitali dei familiari dei cinque indagati accusati del delitto, o del favoreggiamento, della studentessa.
L’esame delle impronte è necessario per stabilire se possono esserci altre responsabilità, oltre quelle dei cinque indagati; in particolare nei prossimi giorni si stabilirà se qualcuna di queste impronte, che riguardano una decina di persone, sono compatibili con quelle rinvenute sul nastro e/o sull’involucro utilizzati per occultare il corpo di Serena Mollicone.
Gli indagati, che potrebbero salire proprio in base delle risultanze della comparazione delle impronte, al momento sono il maresciallo Mottola, comandante della stazione di Arce, il figlio Marco e la moglie Anna, i marescialli Quatrale e Suprano, anche loro in servizio, all’epoca, nella caserma di Arce, dove gli inquirenti pensano possa esseri consumato il delitto.










