Il Tar del Lazio ha condannato la Regione Lazio per non aver istituito, in provincia di Frosinone, le cosiddette USCAR (Unità Speciale di Continuità Assistenziale Regionale). Il ricorso era stato presentato dal Cipe Lazio e dallo SNAMI Lazio (Sindacato Nazionale Autonomo dei Medici Italiani).
Come si legge nella sentenza “in data 9 marzo 2020, per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19, è stato emanato il D.L. 14/2020 che all’art. 8 prevede l’obbligo per le regioni di istituire le USCAR per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Coronavirus”.
In realtà, la Regione Lazio non ha rispettato il dettato governativo ed ha “ordinato alla Direzione Salute di valutare l’eventuale attivazione delle USCAR”, come previsto dalla legge.
Ma il Collegio giudicante rileva che “il predetto D.L. (ora Legge 27/2020) non conferiva alle Regioni la facoltà di ‘valutare’ l’opportunità di creare le USCA ma ‘ordinava’ loro di crearle. L’utilizzo della forma indicativa ‘istituiscono’ costituisce chiaro indizio sintomatico circa la sussistenza di un vero e proprio obbligo in tal senso”.
Il Tar ha pertanto accolto il ricorso presentato da Cipe Lazio e Snami condannando la Regione Lazio. Non accolte, invece, le altre contestazioni sollevate nel ricorso.
Il commento dello SNAMI
“Il TAR Lazio – commenta il presidente provinciale Snami di Frosinone, Giovanni Magnante – ha confermato la validità del sistema del doppio binario ideato dal legislatore nazionale, disatteso illegittimamente dalla sola Regione Lazio e preteso dai MMG e PLS: paziente COVID in carico alle USCA, paziente non COVID in carico ai MMG e PLS.
Il TAR Lazio ha sentenziato che ‘le USCA, così come previste dal legislatore nazionale, rappresentano le figure centrali ed esclusive della gestione dei pazienti COVID non ricoverati in ospedale, consentendo ai MMG e i PLS di continuare a lavorare in piena sicurezza, gestendo soltanto i pazienti NON COVID, tenendosi lontani dal rischio epidemiologico derivante dalla gestione di pazienti con possibile promiscuità e sovrapposizione di patologie. In particolare, dette USCA assolvono alla funzione di coadiuvare, potenziare ed implementare la Medicina del Territorio facendosi carico della gestione – visite domiciliari incluse – dei pazienti affetti da COVID 19 (ovvero sospetti COVID-19) che non necessitano di ricovero ospedaliero’.
Come evidenziato nel ricorso dei sindacati SNAMI e CIPE il TAR Lazio ha dichiarato che non può essere sottaciuto che la creazione delle USCA ha visto assegnare a ciascuna Regione una adeguata copertura finanziaria specifica complessiva pari ad una spesa di € 660.000.000,00 per l’anno 2020 (art. 17 del D.L. 14/2020), finanziamento al quale accedono tutte le Regioni; con Decreto Direttoriale del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 10 marzo 2020 è stata prevista l’assegnazione alla Regione Lazio di risorse pari ad € 63.902.825,00”.










