Il virus non è affatto sconfitto, anzi è sempre più tra la gente, e l’Italia, mano a mano, si fa sempre più … rossa, crescono contagi e decessi, il lavoro e l’economia stanno subendo un colpo che potrebbe rivelarsi catastrofico.
Eppure, i comportamenti di tanti continuano ad essere sprezzanti del pericolo, incuranti dei rischi che si possono correre, per se e per i loro familiari, sordi agli appelli precauzionali di sanitari ed istituzioni, irrispettosi del proprio prossimo.
E così, da quando le maglie anti Covid-19 si sono strette un po’ di più, il Lazio non è ancora zona rossa e non sottoposta a lockdown stringenti come altre regioni, c’è chi pensa di potersene andare nei bar ad ubriacarsi, a fare assembramenti nelle aree pubbliche, nonostante divieti ed avvertimenti, ad organizzare feste in casa, ad andare in giro oltre gli orari consentiti senza motivi di necessità, a violare addirittura l’isolamento perché positivi al Covid andandosene a spasso.
Non è certo questo il segnale che dovrebbe dare, compatto, un paese civile e responsabile, in un momento di forte incertezza e dinanzi ad una insidia contro la quale le istituzioni, purtroppo, fanno fatica.
Il comportamento di pochi non può pregiudicare il destino di tutti; e allora ciascuno, per quanto di propria competenza, deve fare la sua parte, con più responsabilità, energia e severità.










