Un allevatore di Trevi nel Lazio è stato denunciato dai carabinieri per “sottrazione di cose sottoposte a sequestro disposto nel corso di un procedimento dell’autorità amministrativa”, “simulazione di reato” e “diffusione di una malattia degli animali”.
L’uomo, il 3 agosto scorso, aveva denunciato un furto ad opera di ignoti all’interno dalla sua azienda agricola, sita in località Altipiani di Arcinazzo, a seguito del quale gli erano stati asportati sette capi equini, tutti dotati di microchip.
Su cinque di questi capi gravava un provvedimento di sequestro cautelativo emesso due giorni prima dal personale del servizio veterinario di Anagni/Alatri, poiché affetti da “anemia infettiva equina”.
In realtà, le immediate indagini eseguite dagli operanti, permettevano di appurare che l’allevatore, contrariamente a quanto sostenuto nella denuncia di furto, aveva venduto gli stessi capi ad un allevatore della provincia di Potenza per 4800 euro.
I carabinieri della Stazione di Vietri di Potenza, unitamente al personale dei carabinieri forestali e dell’ASL di Potenza, delegati ad eseguire i dovuti accertamenti, si sono portati in un allevamento di Savoia della Lucania ove hanno rinvenuto e sequestrato i capi equini.










