Ciociaria – Sigilli per 30 giorni al Capocabana di Veroli. Il mese scorso quattro persone erano finite agli arresti per sfruttamento della prostituzione

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Sigilli per trenta giorni al locale notturno Copacabana di Veroli; li hanno apposti questa mattina i carabinieri del Nucleo Investigativo, su ordinanza della Questura di Frosinone.

Il provvedimento segue l’inchiesta che il 18 maggio scorso aveva portato all’emissione di ordinanze di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Frosinone, nei confronti di B.A., 53enne originario di Ripi, F.C, 52enne originario di Ripi, E. H. S., 43enne originaria di Casablanca ma residente a Ripi e M.A., 57enne originario di Frosinone, ritenuti responsabili di concorso in agevolazione, induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.

Gli arresti erano scaturiti da una articolata attività e complessa d’indagine avviata dai militari operanti nell’autunno del 2015, allorquando era stata individuata una presunta attività di meretricio all’interno del Circolo culturale denominato “Capocabana”, sito in Veroli.

Le investigazioni avevano permesso di ricostruire il ruolo che avevano nella gestione dell’illecita attività che si svolgeva sotto le mentite spoglie di un’Associazione Culturale senza fini di lucro.

In realtà, gli indagati favorivano rapporti sessuali fuori dal locale dietro pagamento di una somma di denaro commisurata al tempo dagli stessi trascorso con le “intrattenitrici”.

Infatti gestivano e coordinavano, realizzando notevoli profitti, tutte le attività connesse al meretricio, che si concretizzavano, sostanzialmente, nella scelta delle ragazze, straniere, nella loro sistemazione alloggiativa, nei loro spostamenti, sia all’arrivo in Italia che nei quotidiani accompagnamenti dal luogo di dimora a quello di “lavoro”.

Le ragazze guadagnavano circa il 30% del ricavo.

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