I resti ossei di un Elephas antiquus, una specie di elefante risalente a circa 300.000 anni fa, sono stati rinvenuti durante gli scavi nel sito archeologico di Fontana Ranuccio, ad Anagni.
A fare la scoperta sono stati i ricercatori dell’Istituto Italiano di Paleontologia Umana di Roma che hanno individuato una zanna lunga oltre tre metri e altri resti. Particolarmente entusiasta il sindaco Daniele Natalia.
“Fontana Ranuccio si conferma un sito archeologico di grande importanza non solo nazionale ma mondiale. Non è la prima volta, infatti, che nel nostro territorio vengono fatte scoperte importanti sulle origini dell’uomo, sulla sua evoluzione ed anche, come in questo caso, sulle tante specie animali che popolavano la terra nella preistoria. Anagni non è solo storia ma anche preistoria, un valore aggiunto per la nostra città. Certo se questa restasse solo ed esclusivamente una scoperta scientifica sarebbe un peccato; come Amministrazione supporteremo ogni iniziativa volta a dare a questa scoperta anche uno sbocco a livello turistico-culturale. Questo è uno stimolo in più a completare i lavori in corso al Museo archeologico cittadino visto che in esso è previsto anche uno spazio espositivo relativo alla preistoria nel quale vogliamo dare risalto al patrimonio anagnino come quello di Fontana Ranuccio. Complimenti e buon lavoro agli archeologi che si trovano a Fontana Ranuccio”.
Già nel 1949 i resti di un esemplare di Elephas Antiquus Italicum vennero trovati nel sito archeologico di Pignataro Interamna, attualmente conservati nel Museo Paleontologico di Napoli.
“… nel Quaternario, epoca in cui vissero questi animali, il centro ed il sud dell’Italia costituivano un habitat particolarmente favorevole per queste specie che, oggi, vivono in Asia e Africa” (da Memorie di un popolo, di Francesco Di Giorgio ed Erasmo Di Vito 2015).
Resti di Elephas Antiquus sono stati trovati anche sui monti della Sila cosentina da ricercatori dell’Università del Molise.
Foto di Ivan Quiselli, da Anagnia.com










