C’è una svolta nelle indagini avviate da Carabinieri Forestali e Polizia per accertare le cause e le responsabilità dell’incendio che nel giugno scorso ha distrutto un capannone dell’area industriale di Frosinone.
In quell’occasione andarono in fiamme cumuli di rifiuti, la cui natura non è stata completamente accertata, accatastati in un capannone in cui avevano sede alcune società.
Tra queste anche la Mecoris, azienda che si occupava di trattamento e smaltimento di rifiuti speciali.
L’incendio provocò un vero allarme sociale ed ambientale, l’area fu evacuata, le scuole chiuse, i vigili del fuoco lavorarono per giorni per avere ragione delle fiamme; le emissioni sono state costantemente monitorate dall’Arpa Lazio.
Ora le indagini sono passate alla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma; segno che non tutto è chiaro sulle cause del rogo, sul tipo di rifiuti bruciati e sulle eventuali responsabilità.










