Ciociaria – Denaro sospetto per il sostentamento degli affiliati al Clan Contini. Sequestrati conti correnti e carte PostePay. Denunciati tre napoletani

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Tre campani, ritenuti contigui al Clan Contini di Napoli, sono stati denunciati per riciclaggio dopo essere stati sopresi mentre stavano incassando vaglia postali alle Poste di Tecchiena di Alatri.

Questa mattina in provincia di Frosinone, a Napoli e a Volla (NA), a conclusione di accertamenti e verifiche, i militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone e quelli della Compagnia di Alatri, unitamente a personale della Tenenza della Guardia di Finanza di Fiuggi, hanno eseguito un sequestro preventivo a carico di tre napoletani, disoccupati e censurati, ritenuti responsabili del reato di riciclaggio in concorso.

Il provvedimento è l’esito dell’attività investigativa, avviata dai Carabinieri del Comando Provinciale il 6 luglio scorso quando due dei tre denunciati sono stati identificati e controllati mentre stavano tentando di incassare due vaglia postali circolari dell’importo di 4.900 euro ciascuno in Tecchiena di Alatri.

L’immediata perquisizione operata nei loro confronti ha consentito di rinvenire ulteriori 11 vaglia circolari delle PP.TT. tutti dell’importo di 4.900 euro, 8 carte di credito e carte bancomat di vari istituti bancari e postali, documentazione contabile attestante operazioni di incasso di vaglia circolari e ricariche di Postepay e 10.115 euro in contanti.

Con i successivi accertamenti, effettuati in collaborazione con personale della Guardia di Finanza di Fiuggi sui vaglia postali, è emerso che i titoli di credito erano stati emessi da un Ufficio Postale di Napoli con beneficiario uno dei tre e tratti su un conto corrente postale intestato ad un altro di essi.

Quest’ultimo, pur risultando disoccupato, negli ultimi giorni aveva fatto registrare sul proprio conto corrente una movimentazione di denaro di circa 100.000 euro.

Per questo, gli operanti hanno sequestrato la somma contante di denaro, tutti i titoli postali e di tutta la documentazione rinvenuta in loro possesso.

Gli inquirenti ipotizzano che denaro e titoli di credito provengano da attività illecite e, considerata la contiguità delle persone controllate al clan Contini, presumibilmente destinati ai sodali per il favoreggiamento di latitanti e per le spese giudiziarie dei detenuti.

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