Ciociaria – Appalti nei tribunali di Roma: venti misure cautelari. Arrestati anche due dipendenti dell’Amministrazione penitenziaria, di Frosinone e Ferentino

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Sono venti le misure cautelari disposte dal Gip del Tribunale di Roma, a seguito di un’inchiesta dei finanzieri del Nucleo Anti Corruzione, su appalti pilotati per lavori in strutture della giustizia capitolina; le accuse, a vario titolo, corruzione, turbativa d’asta e falso.

Gare d’appalto, affidate con la procedura d’urgenza ad imprese “amiche” in cambio di denaro, lavori edili nelle proprie abitazioni, assunzioni di familiari ed anche acquisto di immobili a prezzi di favore.

Nell’inchiesta sono finite venti persone tra imprenditori e funzionari pubblici, tra quest’ ultimi anche due ciociari, dipendenti dell’Amministrazione Penitenziaria, di Frosinone e Ferentino, finiti ai domiciliari (Pietro Gaddia e Pasquale Terlizzi).

Delle venti misure cautelari, quattordici sono gli arresti, 4 in carcere e gli altri ai domiciliari, e 6 gli obblighi di presentarsi alla Polizia Giudiziaria.

I dipendenti pubblici coinvolti sono in servizio nel Provveditorato Interregionale delle Opere Pubbliche del Ministero delle Infrastrutture, nel Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria, all’Ater della Provincia di Roma, all’Istituto Centrale di Formazione per il Personale della Giustizia Minorile e all’Ufficio per i Servizi Tecnico-Gestionali del Ministero dell’Interno.

Secondo l’accusa, gli appalti non seguivano il principio della rotazione negli affidamenti che, sulla carta, venivano assegnati a varie società ma, nella sostanza, i lavori erano riconducibili ad un solo imprenditore.

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