Volano “mazzate” il fine settimana a Cassino: nella notte a cavallo tra sabato e domenica, a nemmeno un paio d’ore di distanza l’una dall’altra, sono scoppiate ben due risse tra i giovani della movida. La prima alle spalle del Comune, l’altra di fronte al Tribunale.
Non sembrano placarsi gli eccessi della vita notturna in città. E’ da quasi un mese che è stata emanata l’ordinanza restrittiva del sindaco D’Alessandro [leggi qui] e forse è troppo presto per tracciare un bilancio dei suoi effetti. D’altra parte, qualsiasi regola deve accompagnarsi a un cambiamento culturale profondo. Di sicuro, l’attenzione si sta concentrando sulla movida e le preoccupazioni crescono nell’opinione pubblica, anche alla luce dei recenti fatti di cronaca di Alatri. I genitori si allarmano e chiedono l’intervento delle forze dell’ordine. Per esempio, sabato sono stati fatti controlli per sanzionare quei locali che vendevano alcolici a minorenni [leggi qui].
Le due risse di questo fine settimana sono state provocate probabilmente dall’abuso di alcol. In entrambi i casi, è stato l’intervento della polizia a far disperdere i ragazzi, tutti giovanissimi, poco più che maggiorenni, che in gruppo assalivano i loro coetanei, pare per futili motivi.
Nessun ferito, nessun fermato. Alla vista delle divise, i violenti si sono dispersi, lasciando dietro di loro i cocci di vetro delle bottiglie probabilmente usate come proiettili. A quanto pare, nessuno è stato pestato a tal punto da dover ricorrere all’intervento dei sanitari.
Le risse sono sempre scoppiate, non ce lo nascondiamo. Questo non significa che bisogna arrendersi a quella che potrebbe sembrare una fatalità e che non si possa lavorare per sistemare le cose. Se i giovani della movida fanno a botte spesso (sono capitati altri episodi, recentemente, che si distanziano poche settimane l’uno dall’altro), andrebbe pur prestata un’attenzione alle cause del disagio, oltre che far ricorso alla semplice repressione. I due strumenti dovrebbero viaggiare insieme.










