Una situazione di estremo disagio quella che vivono quotidianamente i residenti della zona industriale di Cassino e Villa Santa Lucia e zone immediatamente prossime. Al centro della polemica gli odori nauseabondi che si avvertono in quella porzione di territorio piuttosto vasta e che vengono attribuiti al depuratore gestito dal Cosilam.
Abbiamo incontrato, per analizzare la problematica, un rappresentante del Comitato Cerro, il dottor Giovanni Carrino, che ospite nei nostri studi ha illustrato la vicenda che va avanti da diverso tempo: <<La situazione non è cambiata per quanto riguarda la zona Cerro anzi negli ultimi mesi si è notevolmente aggravata. Se inizialmente i cattivi odori investivano fasce orarie dalle 5.00 di mattina alle 7.00 e addirittura tra le 22.00 e le 3.00 di notte, nelle ultime due settimane abbiamo avvertito i cattivi odori nelle prime ore della giornata. Il problema non è solo il cattivo odore. Non è una questione meramente olfattiva. E’ un problema che si trascina dal 2010 quando il Cosilam ha stipulato accordi con aziende che utilizzano uno dei due depuratori per trattare le proprie acque>>.
Le dichiarazioni di Carrino sono seguite alle note stampa pervenuteci sia dal presidente del Cosilam Pietro Zola, che per impegni assunti precedentemente non ha potuto raggiungerci in studio, che dal comitato Solfegna, impegnato in questa vicenda.
Il dottor Carrino ha così commentato: <<Ho ascoltato con favore il comunicato di Cassino Solfegna in cui si dice che la situazione pare leggermente migliorata. Ma questo non significa che il problema sia risolto>>.
Dal gruppo Solfegna infatti ci è stato comunicato che la situazione negli ultimissimi tempi è migliorata, ma si mantiene sempre la soglia di attenzione elevatissima.
In merito al comunicato del presidente Zola, invece, nel quale si legge, tra le altre informazioni, che l’impianto dallo scorso maggio si trova in uno stato di manutenzione e che le risorse messe in campo fino ad ora hanno già permesso di ottimizzare il processo di depurazione dei reflui industriali, Carrino ha detto: <<Come cittadini facciamo supposizioni per capire le cause del problema. Quindi facciamo delle ipotesi. Una prima è che all’interno del depuratore possa essere sversato un quantitativo in eccesso rispetto a quello che il depuratore può effettivamente trattare. Una seconda ipotesi, che può essere tanto indipendente tanto in concorso con la prima, è che all’interno del depuratore possa essere immesso un materiale che il depuratore non è in grado di smaltire. Una terza ipotesi, che è remota, ma vogliamo prendere in considerazione è che delle aziende in maniera occulta possano servirsi di quel depuratore. Il presidente Zola nel comunicato che ha rilasciato ieri dichiara che il problema non è del Cosilam, ma è di alcuni committenti che secondo il presidente non controllerebbero in maniera adeguata lo sversamento delle acque reflue all’interno del depuratore. Questo spalanca le porte alle nostre ipotesi e fornisce delle coordinate importanti agli inquirenti che debbono per forza intervenire e controllare a seguito di queste dichiarazione>>. Poi Carrino del comitato Cerro assicura: <<Investiremo di questa situazione anche programmi di inchiesta nazionale. Non ci fermeremo>>. E precisa: << Nei momenti di massimo picco delle emissioni dei cattivi odori si avvertono senso di nausea e vomito e problemi respiratori. Ci sono stati anche dei malori. Un disagio che ha costretto anche noi della zona a cambiare il nostro stile di vita. Dormire con le finestre chiuse o non poter cenare più fuori è un disagio. Abbiamo incontrato anche un grande ostacolo in questa nostra battaglia che è l’omertà. Oltre all’indifferenza della politica degli ultimi dieci anni c’è stato anche un senso di omertà perché molte persone preferiscono chiudersi in casa e non denunciare ciò che sta accadendo>>.
In conclusione afferma: <<Faccio un appello al sindaco D’Alessandro. So che in questi giorni è impegnato sulla questione Acea. Spero che metta lo stesso impegno nella nostra vicenda. Chiedo che sulla questione del depuratore Cosilam ci sia un consiglio comunale ad hoc. Questo perché all’interno del consiglio comunale ci sono consiglieri che, oltre a conoscere il problema, vivono anche in quelle zone o in parti immediatamente vicine. E ancor di più perché il consigliere comunale di opposizione Francesco Mosillo, che saluto perché è un amico e una persona che rispetto tantissimo, è anche il vice presidente del Cosilam. E’ molto importante che di questa questione venga investito il consiglio comunale. Chiedo anche l’impegno degli assessori alla tutela della salute e dell’ambiente>>.
Cassino – Villa Santa Lucia – Odori nauseabondi nella zona industriale: Giovanni Carrino del comitato Cerro si rivolge al sindaco D’Alessandro «Chiediamo un consiglio comunale sul caso del depuratore Cosilam»










