Cassino – Unicas e legalità: il Presidente Cantone presenta il suo corso sull’anticorruzione

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Si è svolta ieri pomeriggio la conferenza stampa di presentazione del corso che il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone, terrà presso l’Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale e che avrà un titolo chiaro e diretto nella sua formulazione: “Responsabilità Amministrativa e Legislazione Anticorruzione”.

Cantone è un po’ considerato il purificatore dei costumi immorali di questa nostra Italia piena di furbetti. Magistrato napoletano, ha fatto parte della Direzione distrettuale antimafia e ha partecipato a importanti processi contro la camorra. Ormai in aspettativa dalla magistratura, presiede l’Autorità che si occupa del contrasto alla corruzione. A lui sono state affidate molte della speranze dei cittadini onesti, che non ne possono più di appalti pilotati e infiltrazioni criminali all’interno della cosa pubblica.

Come ha voluto sottolineare nel suo intervento il rettore Giovanni Betta, il ruolo dell’istruzione scolastica è importante per diffondere l’idea che il perseguimento dell’onestà sia un valore non negoziabile. Deve diventare una materia di studi e l’università, che ha una grande responsabilità nella formazione del Paese, deve contribuire a diffondere una cultura della legalità. Il dottor Cantone non ha potuto che condividere questa idea e si è impegnato a trasformarsi in insegnante per gli universitari di Cassino.

Con i suoi abituali modi garbati e con il tono pacato con il quale sembra schermirsi con modestia dal ruolo di salvatore che in molti gli attribuiscono, Cantone ha dichiarato che non si fa pulizia solo con il carcere e le condanne. «La criminalità nasce dalla mancanza delle regole» ha detto. Per quanto riguarda le pene da infliggere ai corrotti, l’approccio migliore è quello di creare terra bruciata intorno a tutti i responsabili: dunque non la prigione, che «spesso peggiora le persone», ma le pene accessorie, che allontanano i corrotti dai posti di potere e i corruttori dall’imprenditoria, rendendo di fatto impossibile scambiarsi favori e continuare a delinquere.

Riferendosi ai recenti arresti di Katia e Teresa Bidognetti, per il quale il Procuratore a Napoli ha parlato di una leadership in rosa, Angela Nicoletti, per RadioCassinoStereo, ha chiesto al magistrato che si era occupato di camorra se fosse cambiato l’equilibrio nel clan dei casalesi. «Moltissimo, tantissimo…» ha risposto Cantone. E ha continuato: «Però devo dire che non è una novità l’idea delle donne che si occupano della mafia. In questo senso, la camorra è sempre stata antesignana, ha avuto da tempo le donne che fanno parte della sua criminalità. E anzi la camorra ha persino una primazia: il primo transessuale che ha fatto parte della criminalità e che è stato condannato per mafia».

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