Cassino – Una notte bianca come il velo di un fantasma

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A scorrere i commenti apparsi su quotidiani e social network, le parole “flop” e “vergogna” sembrano essere quelle più equilibrate per descrivere la “notte bianca” che si è svolta a Cassino sabato scorso, la prima a essere organizzata sotto un cielo invernale.

La partecipazione della gente è stata molto limitata, in effetti. Dopo una certa ora, alcune strade, anche del centro, apparivano deserte in modo spettrale, tanto che il tratto di via Enrico de Nicola chiuso al traffico non aveva quasi giustificazione, perché le transenne si aprivano su una strada vuota e con le insegne dei negozi spente.

Probabilmente il freddo ha scoraggiato le persone a uscire di casa e a vivere la città. Comunque non è che l’offerta spettacolare fosse così variegata. Più che altro, qualche discoteca all’aperto, che piuttosto ha tenuto sveglio chi era a letto e voleva dormire. Sul profilo facebook del sindaco D’Alessandro sono comparsi appelli “in diretta” perché si rendesse conto di persona del disagio che il rumore stava procurando, andasse a controllare ciò che succedeva qui o lì, e vi ponesse rimedio.

Una notte bianca crea anche disagio, sempre, per chi non vuole parteciparvi. Uno scotto da pagare, a fronte di tanti altri benefici. Ma stavolta i benefici sono stati davvero pochi, o addirittura nulli. Il risultato del giorno dopo è stato una città sporca, piena di vetri di bottiglia, con qualche danno; e i negozi – i pochi rimasti aperti – hanno visto ben pochi clienti.

Il clima tutt’altro che benevolo non può essere additato come la causa assoluta del fallimento della manifestazione. Cosa ci si aspettava dal mese di dicembre? Anzi, sabato scorso non c’è stata né la nebbia né la pioggia. Altrove, anche nei paesi intorno a Cassino, si organizzano eventi in piena stagione invernale che raggiungono risultati ben diversi. E allora la colpa deve essere attribuita innanzitutto all’ideazione e alla progettazione.

A fronte dell’insuccesso di una serata che era stata pensata per rilanciare il commercio in prossimità delle feste natalizie, il coro di protesta, che si è levato per la notte bianca, ha messo in dubbio altre contestuali decisioni del Comune. Molti richiedono, infatti, che l’amministrazione ritorni sull’ordinanza di chiusura per un mese dell’isola pedonale, la cui ragione dichiarata era l’intensificarsi del traffico nel periodo delle feste, ma che molti ritengono sia stata fortemente sollecitata da alcuni esercizi commerciali, forse gli stessi in prima linea nella manifestazione di sabato.

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