Cassino – Ufficializzato il “bilancio stabilmente riequilibrato” al Comune. La nota del Commissario prefettizio Basile

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Il 1° aprile il commissario straordinario al comune di Cassino, Benedetto Basile, ha approvato il “bilancio stabilmente riequilibrato” a seguito del dissesto deliberato dal Consiglio Comunale nel giugno 2018.

In una nota, il commissario spiega che “la dichiarazione di dissesto impone l’aumento nel limite massimo, dei tributi locali per il periodo di risanamento del Bilancio.

Nell’ambito delle risorse disponibili, sono stati perseguiti il mantenimento degli obiettivi di qualità, lo sviluppo degli obiettivi di crescita, destinando al territorio le risorse che l’Ente riesce ad ottenere a titolo di contributi da parte di soggetti terzi”.

Per quanto riguarda le entrate “è stata istituita l’imposta di soggiorno, confermata l’aliquota massima dell’IMU, incrementata in modo lieve la Tasi degli immobili non esenti, aumentata l’ICP/DPA, aumentata la Tosap, reintrodotta la tassazione sui passi carrabili, confermata l’aliquota dell’addizionale Irpef, determinate le tariffe dei servizi a domanda individuale tali da garantire la copertura dei costi dei medesimi servizi in misura non inferiore al 36%.

Inoltre, revisione dei diritti di segreteria, adeguamento costo di costruzione e oneri di urbanizzazione, attivazione tariffe per le visite al museo Historiale, revisione alcuni fitti attivi”.
Il Bilancio prevede anche la copertura delle spese per l’ordinaria amministrazione mentre “adeguate risorse sono state assegnate per soddisfare il fabbisogno di personale mediante apposito piano assunzionale teso a potenziare la grave carenza di organico oggi sottodimensionato di circa 80 unità”.

“Rilevanti risorse” sono state assegnate dal ministero dell’Interno (messa in sicurezza scuole, immobili ed infrastrutture per 5.000.000 euro), dalla Regione Lazio (4.800.000 euro per il polo dell’infanzia) “senza alcuna compartecipazione a carico del bilancio comunale”.

L’utilizzo dei beni confiscati ha già consentito la disdetta di un contratto di fitto con un risparmio per il Comune di 70.000 euro l’anno.

Il bilancio prevede il recupero dell’evasione fiscale e tributaria, per circa 8.000.000 di euro per finanziare il dissesto ed evitare accensione di mutui.

“In sostanza, l’atto di programmazione di bilancio tende a perseguire, attraverso una regolare gestione, obiettivi di potenziamento e mantenimento dei servizi”.

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