Cassino – “Storia infinita”. Sparatorie per stabilire il controllo di piazza Labriola. 7 anni e sei mesi di reclusione al capo clan Elio Panaccione

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Per far capire chi dettava legge in piazza Labriola a Cassino, non esitò a compiere due raid a pistolettate contro un membro della sua banda che aveva deciso di passare con un clan rivale.

Dopo mesi di indagini, Carabinieri e Polizia riuscirono a ricostruire fatti e responsabilità; e sul banco degli imputati è finito Elio Panaccione, ritenuto il capo del clan che controllava piazza Labriola, accusato di aver tentato di uccidere, per due volte, un suo ex collaboratore, Antonio Di Ponio.

Una prima volta durante un inseguimento in auto, tra via Garigliano e piazza Labriola, quando centrò in pieno con quattro colpi, la macchina sulla quale si trovavano il Di Ponio con la fidanzata, miracolosamente illesi.

Una seconda volta addirittura sparando dalla strada alle finestre della casa di via Volturno dove si trovava il di Ponio, ma anche dei bambini; anche qui nessun ferito.
Oggi, al termine del processo di primo grado, Elio Panaccione, ora collaboratore di giustizia, è stato condannato a 7 anni e sei mesi di reclusione.

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