Carmine Gismondi 52 anni, nato nel 1966, originario di Casalvieri e sorvegliato speciale residente a Cassino, in via Raccordo Ausonia, a pochi passi dal Commissariato, è stato trovato privo di vita in bagno del tardo pomeriggio di oggi da un amico.
Sul posto sono giunti gli agenti della Polizia di Stato e gli esperti del nucleo scientifico che hanno effettuato i primi rilievi ed avviato le indagini per chiarire le cause del decesso dell’uomo.
Potrebbe trattarsi anche di un malore, e solo un’esame medico potrà stabilirlo con certezza.
Per questo, il cadavere dell’uomo è stato trasferito nell’obitorio del cimitero San Bartolomeo di Cassino a disposizione del magistrato e del medico legale per l’esame esterno del cadavere e, probabilmente, anche l’autopsia.
Carmine Gismondi salì agli onori della cronaca nazionale il 13 febbraio del 1996 quando polizia e carabinieri sventarono il sequestro del figlio dell’industriale del posto che opera nel settore dei palloncini.
L’organizzatore del rapimento era proprio il già pluripregiudicato Carmine Gismondi, all’epoca 30enne, anche lui di Casalvieri.
Fu bloccato nei pressi della villa dell’imprenditore mentre attendeva i complici in macchina, all’interno della quale aveva caricato tutto l’occorrente per il sequestro (un fucile, una pistola, cartucce, un pugnale, manette, passamontagna, coperte, ed una macchina fotografica istantanea Polaroid, con la quale, probabilmente, inoltrare la prova del sequestro alla famiglia del rapito per chiedere il riscatto).
Il 10 ottobre del 2012, quando risultava residente a Sant’Elia Fiumerapido, finì di nuovo in carcere nell’operazione “Bar dello Sport” perché coinvolto, insieme ad altre 9 persone (tre di Cassino e Belmonte Castello, due partenopei e due casertani) in un traffico di droga proveniente dalla camorra per rifornire la piazza di Cassino.










