Il depuratore consortile dell’area industriale di Cassino è stato sequestrato questa mattina dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale.
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L’impianto è stato posto sotto sequestro su decreto del Giudice per le Indagini preliminari del Tribunale di Cassino che ha accolto le richieste avanzata dalla Procura della Repubblica per una presunta carenza della necessaria Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA).
Secondo una precedente indagine era stato accertato che l’impianto avesse solo un’autorizzazione per lo scarico delle acque reflue che, secondo una relazione dell’Arpa, non sostituisce la necessaria Autorizzazione Integrata Ambientale.
Il sequestro cautelare dispone la continuazione dell’utilizzo dell’impianto per garantire la depurazione delle acque reflue ed un periodo di tempo entro il quale lo stesso dovrà essere adeguato alle norme previste per l’ottenimento dell’A.I.A..
In merito, il presidente Pietro Zola ha ricordato che «Il Cosilam ha presentato richiesta per il rilascio dell’autorizzazione Aia nella primavera 2015. Il 20 aprile 2017 si è conclusa la Conferenza dei servizi con esito positivo per la concessione dell’Aia. Da quel momento siamo in attesa che la Provincia rilasci l’autorizzazione. Siamo assolutamente sereni visto il pieno rispetto di tutte le procedure e sicuri che tutto sarà chiarito in tempi brevi».










