Avrebbe agito a causa dei numerosi debiti che gravavano su di lui. Così, forte della sua posizione all’interno del tribunale di Cassino, un dirigente amministrativo avrebbe più volte fatto visita all’ufficio dove vengono tenuti gli oggetti, sequestrati, ai quali si fa riferimento nei dibattimenti come “corpo del reato”.
Orologi e gioielli, perlopiù in oro, che l’uomo avrebbe poi venduto in vari “compro oro” della provincia. Ad individuare l’anomalia sarebbe stato un altro impiegato del tribunale che avrebbe notato come dall’inventario semestrale di cui si stava occupando, mancassero all’appello alcuni pezzi di valore.
Dopo la sua relazione sull’accaduto e la disposizione delle indagini da parte del procuratore, i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria della procura hanno dato inizio all’attività investigativa che ha portato all’individuazione dell’uomo.
Tra i pezzi trafugati, perfino dei lingotti d’oro. Il magistrato ha chiesto il rinvio a giudizio del dipendente che, al momento, è stato allontanato dal tribunale.










