Da via Varlese, nell’immediata periferia di Cassino, sono partite le immagini che fissano una impensabile storia di degrado ed emarginazione sociale.
A riproporla all’opinione pubblica, tra inerzia ed indifferenza, sono gli ambientalisti dell’ANSMI (Associazione Nazionale Sanità Militare Italiana).
“Le immagini dell’orrore” le definisce il presidente Edoardo Grossi che illustra cosa emerge da un sopralluogo nella zona ed informa che alcuni “migranti dimorano tra i rifiuti tossici e sono costretti a riscaldarsi dando fuoco agli stessi rifiuti, (fusti di 200 litri di sostanze tossiche, bidoni di vernici, di solventi, plastica ed altri materiali pericolosi, tra cui sacchi di amianto ed altro materiale tossico non identificato) . E tutto questo a pochi metri dal centro urbano di Cassino e nella completa indifferenza di tutti”.
Il sito è stato sottoposto a sequestro anni fa, proprio a seguito di una denuncia dello stesso Grossi, per la presenza di rifiuti di ogni tipo, tra cui anche bidoni contenenti, con ogni probabilità, vernici ad altre sostanze tossiche.
Eppure, in quei pochi metri di degrado, sporcizia, rischio sanitario, abbandono e precarietà di ogni tipo, vive anche qualche immigrato, che si arrangia come può per sopravvivere.
Sarebbe stata realizzata anche una struttura con la quale poter fare la doccia utilizzando bottiglie di plastica e acqua riscaldata accedendo quello che capita.
Era stato effettuato anche un allaccio elettrico abusivo che però la scorsa settimana è stato eliminato e uno degli occupanti abusivi è stato arrestato per furto di energia elettrica.
Del caso di via Varlese si sono interessate anche le telecamere della Rai, che ha effettuato un servizio in onda prossimamente.












