Dopo 21 anni, per venerdì 15 luglio è prevista la pronuncia della sentenza di primo grado, dei giudici di Corte d’Assise del Tribunale di Cassino, per la morte della studentessa di Arce Serena Mollicone.
La ragazza venne trovata cadavere in un boschetto tra Arce e Fontana Liri, in località Fontecupa, il 3 giugno del 2001; ma la sua morte sarebbe avvenuta due giorni prima.
Secondo la Pubblica accusa, a vario titolo, sono responsabili di quella morte la famiglia Mottola (l’ex maresciallo capo della stazione Carabinieri di Arce Franco, la moglie Anna Maria ed il figlio Marco); sul banco degli accusati anche i militari Vincenzo Quatrale e Francesco Suprano.
Dopo le arringhe difensive, con i legali che hanno chiesto la totale assoluzione per inconsistenza delle prove, la Pubblica accusa ha ribadito la linea accusatoria e le prove a sostegno.
Venerdì 15 luglio potrebbe essere l’udienza finale con la pronuncia della sentenza, dopo la controreplica difensiva dell’avvocato Francesco Germani, che assiste la famiglia Mottola.
La Pubblica accusa ha richiesto una condanna a 30 anni per l’ex comandante, 24 per il figlio e 21 anni per la moglie; 15 anni, invece, per il luogotenente Quatrale (per concorso e istigazione al suicidio del carabiniere Santino Tuzi) e 4 per l’appuntato Suprano, per favoreggiamento.










